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Categoria Finecorsa Induttivi - Magnetici - Reed

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Categoria Torna al livello superiore - Finecorsa Finecorsa Induttivi - Magnetici - Reed
Cod. Rexel: CP1436023
Cod. Produttore: 1436023
Cod. EAN: 4012195135012
Cod. Rexel: ABSA1SDA054372R
Cod. Produttore: 1SDA054372R1
Cod. EAN: 8015644554705
Cod. Rexel: ABSA1SDA073990R
Cod. Produttore: 1SDA073990R1
Cod. EAN: 8015644779238
Cod. Rexel: CP1488074
Cod. Produttore: 1488074
Cod. EAN: 4012195151036
Cod. Rexel: CP1488082
Cod. Produttore: 1488082
Cod. EAN: 4012195151098
Cod. Rexel: CP1488090
Cod. Produttore: 1488090
Cod. EAN: 4012195151159
Cod. Rexel: ONE2AM30KS15M1B
Cod. Produttore: E2AM30KS15M1B2-1
Cod. EAN: 4536854918414
Cod. Rexel: ONE2BM12KN08M1C
Cod. Produttore: E2BM12KN08M1C1
Cod. EAN: 4548583550001
Cod. Rexel: DEH105170
Cod. Produttore: 105170
Cod. EAN: 4013364151192
Cod. Rexel: PF804635
Cod. Produttore: 804635
Cod. Rexel: 7P502226
Cod. Produttore: 502226
Cod. EAN: 4046548026702
Cod. Rexel: 7P504227
Cod. Produttore: 504227
Cod. EAN: 4046548046915
Cod. Rexel: 7P506322
Cod. Produttore: 506322
Cod. EAN: 4046548060379
Cod. Rexel: 7P506323
Cod. Produttore: 506323
Cod. EAN: 4046548060386
Cod. Rexel: CP5093513
Cod. Produttore: 5093513
Cod. EAN: 4012196159628
Cod. Rexel: ONE2BM30KS15MB2
Cod. Produttore: E2BM30KS15M1B2
Cod. EAN: 4548583550698
Cod. Rexel: ONE2BM30KS15M1B
Cod. Produttore: E2BM30KS15M1B1
Cod. EAN: 4548583550674
Cod. Rexel: P2FC 3395-M2
Cod. Produttore: FC 3395-M2
Cod. EAN: 8018851364891
Cod. Rexel: P2FC 3495-M2
Cod. Produttore: FC 3495-M2
Cod. EAN: 8018851364969
Cod. Rexel: DEH105342
Cod. Produttore: 105342
Cod. EAN: 4013364111141
Cod. Rexel: DEH365050
Cod. Produttore: 365050
Cod. EAN: 4013364091825
Cod. Rexel: DEH563201
Cod. Produttore: 563201
Cod. EAN: 4013364101234
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Cod. Produttore: 170M4212
Cod. EAN: 5027590338783
Cod. Rexel: ELA463607
Cod. Produttore: A463607
Cod. EAN: 4016779463607
Cod. Rexel: EME2BM12KS04M1B
Cod. Produttore: E2BM12KS04M1B1
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I finecorsa magnetici sono una scelta tipica in automazione industriale quando servono rilevamenti di posizione ripetibili, con bassa usura e buona immunità agli stress meccanici. In questa categoria Rexel trovi soluzioni induttive/magnetiche e reed per integrare il comando in sicurezza su macchine, linee e attuatori.

Caratteristiche dei finecorsa magnetici

Principio di funzionamento

Un finecorsa magnetico rileva la posizione senza contatto diretto, sfruttando un campo magnetico generato da un magnete (o da un attuatore magnetizzato) e un elemento sensibile che commuta il segnale. Nelle versioni reed, l’elemento di commutazione è un’ampolla con contatti ferromagnetici che si chiudono o si aprono quando il campo magnetico raggiunge una soglia adeguata. In pratica:

  • il magnete viene installato sulla parte mobile (stelo di cilindro, slitta, camma, porta scorrevole, navetta);
  • il sensore viene fissato sulla parte fissa o su una guida di supporto;
  • al passaggio in prossimità, il sensore commuta un’uscita per gestire consensi, arresti, interblocchi, conteggi o segnalazioni.

Rispetto ai dispositivi a leva o a rullo, la logica è più “pulita” dal punto di vista meccanico: non si richiede forza di azionamento e si riducono i problemi dovuti a vibrazioni o urti ripetuti. In presenza di cablaggi industriali, l’aspetto pratico è la gestione dell’uscita verso PLC, moduli I/O o relè di sicurezza: è importante scegliere la tipologia corretta (contatto reed o uscita elettronica) in base alla funzione richiesta.

Vantaggi rispetto ai finecorsa meccanici

Nel confronto con un finecorsa meccanico tradizionale, il finecorsa magnetico porta benefici concreti soprattutto in contesti di ciclo elevato e di manutenzione ridotta:

  • assenza di usura per attrito: niente leveraggi, molle, rulli o camme che degradano nel tempo;
  • maggiore ripetibilità del punto di intervento: utile quando la posizione deve essere coerente tra un ciclo e l’altro (ad esempio su battute di fine corsa o su referenze di posizionamento);
  • minore sensibilità a micro-urti rispetto a organi meccanici che possono “rimbalzare”;
  • installazione spesso più flessibile: con staffaggi e guide, si può regolare la posizione del sensore senza dover riprogettare una camma meccanica;
  • ideale per ambienti con vibrazioni dove i contatti meccanici possono soffrire disallineamenti o attivazioni spurie.

In molte macchine automatiche, questo si traduce in meno fermate per guasti “banali” (rottura leva, grippaggi, regolazioni che si spostano) e in una gestione più stabile dell’interblocco.

Applicazioni principali

I finecorsa magnetici vengono usati dove serve rilevare posizione, presenza o fine corsa su elementi mobili, con un approccio affidabile e poco invasivo. Applicazioni frequenti in ambito industriale:

  • cilindri pneumatici: rilevamento fine corsa su stelo o pistone (con magnete integrato o applicato), gestione di sequenze e consensi;
  • macchine packaging e assemblaggio: controllo apertura/chiusura ripari, posizione slitte, guide e piani mobili;
  • movimentazione materiali e logistica: navette, traslo elevatori, convogliatori con battute e punti di arresto;
  • automazione di porte e portelli industriali: consenso posizione “chiuso/aperto” per sicurezza e ciclo macchina;
  • impianti di processo: segnalazione posizione su micromovimenti ripetitivi, dove l’usura di un contatto meccanico diventerebbe critica.

In generale, quando un sensore deve “seguire” il ciclo macchina per anni senza richiedere continui riaggiustamenti, un finecorsa magnetico è spesso una scelta più efficiente in costo totale di esercizio.

Marche principali disponibili

PIZZATO

PIZZATO è un riferimento in componenti per automazione e sicurezza macchina, con un’offerta orientata a impieghi industriali in cui contano robustezza e continuità di servizio. Nei finecorsa magnetici/soluzioni di rilevamento affini, gli aspetti tipicamente apprezzati dai manutentori e dai costruttori macchina includono:

  • disponibilità di formati e configurazioni adatte a quadri e bordo macchina;
  • attenzione a soluzioni per ambienti gravosi e installazioni dove urti e vibrazioni sono la norma;
  • integrazione più semplice nelle architetture di macchina, grazie a componenti pensati per standard industriali e cablaggi ordinati.

Per retrofit o standardizzazione di componenti su linee esistenti, la scelta del marchio può aiutare a ridurre varianti e semplificare la gestione ricambi.

OMRON ITALIA

OMRON è spesso scelto quando l’obiettivo è combinare affidabilità e soluzioni orientate all’innovazione nel controllo industriale. In ottica di finecorsa magnetico e rilevamento posizione, i punti di forza ricercati in ambito B2B sono:

  • stabilità del segnale e continuità nel tempo in applicazioni a ciclo frequente;
  • ampia compatibilità con ecosistemi di automazione (I/O, PLC, diagnostica di linea), utile quando si vogliono ridurre tempi di commissioning;
  • approccio progettuale che facilita l’adozione in impianti che richiedono ripetibilità e gestione ordinata del cablaggio.

Per chi opera su impianti multi-marca, la disponibilità di varianti e accessori può fare la differenza nella sostituzione rapida e nella riduzione dei fermi.

SCHNEIDER ELECTRIC

Schneider Electric propone soluzioni per l’automazione industriale con un focus marcato su integrazione di sistema: dalla sensoristica ai componenti di comando e controllo. In una logica di finecorsa magnetico, questo si traduce spesso in:

  • facilità di inserimento in architetture dove coesistono comando, protezione e controllo;
  • prodotti pensati per l’uso su macchine e impianti in cui è importante la standardizzazione dei componenti;
  • supporto alla costruzione di soluzioni “complete” (dal dispositivo sul campo alla gestione in quadro).

In contesti di manutenzione, la coerenza tra componenti di campo e logiche di controllo aiuta a ridurre tempi di troubleshooting.

Criteri di scelta dei finecorsa magnetici

Ambiente di utilizzo

Per scegliere un finecorsa magnetico in modo corretto, la prima domanda è “dove lavorerà davvero?”: bordo macchina non equivale sempre a quadro, e alcuni fattori possono influire su stabilità e durata.

Valuta in particolare:

  • temperatura e cicli termici: dilatazioni, condensa e variazioni rapide possono incidere su staffaggi e cablaggi;
  • umidità e lavaggi: in presenza di acqua o liquidi di processo serve un grado di protezione adeguato e un cablaggio resistente;
  • polveri e trucioli: tipico in lavorazioni meccaniche e legno; attenzione a depositi che possono cambiare la distanza effettiva tra magnete e sensore;
  • vibrazioni e urti: definiscono la bontà dello staffaggio e la necessità di sistemi anti-allentamento;
  • campi magnetici parassiti: in prossimità di elettromagneti, motori o grandi correnti, è opportuno valutare schermature/posizionamenti per evitare commutazioni indesiderate.

Una scelta corretta per l’ambiente riduce false attivazioni e interventi manutentivi non pianificati.

Compatibilità con sistemi esistenti

In retrofit, la compatibilità è spesso il vero vincolo. Prima dell’acquisto verifica:

  • tipologia di uscita (contatto reed o elettronica) coerente con ingresso PLC/modulo I/O e logica di sicurezza/consenso;
  • modalità di cablaggio (connettorizzato o cavo) in linea con canaline, pressacavi e standard aziendali;
  • ingombri e modalità di fissaggio: staffe, guide e posizionamento devono consentire regolazione e accesso per manutenzione;
  • logica di funzionamento richiesta: normalmente aperto/chiuso, comportamento in assenza campo, eventuale necessità di diagnostica di stato;
  • disponibilità di magnete/attuatore compatibile (forma e modalità di montaggio sulla parte mobile).

In impianti già in esercizio, conviene anche confrontare il comportamento del vecchio dispositivo (es. tolleranza agli scostamenti) per evitare di introdurre instabilità nel ciclo.

Durata e manutenzione

La maggiore durata attesa di un finecorsa magnetico rispetto a uno meccanico dipende soprattutto dal fatto che si eliminano attriti e urti su organi di azionamento. In pratica, la manutenzione tipica non è la “sostituzione per usura” ma:

  • controllo periodico di staffaggi e serraggi (vibrazioni);
  • verifica integrità di cavo/connettore e tenuta del passaggio cavi;
  • pulizia area di rilevamento in caso di accumuli (polveri, trucioli, residui di processo);
  • controllo della posizione del magnete sulla parte mobile (allentamenti, spostamenti).

In un piano di manutenzione preventiva, è utile trattare il sensore e il magnete come “coppia funzionale”: spesso i problemi nascono da disallineamenti più che dal sensore stesso.

Errori comuni nell'installazione

Posizionamento errato

L’errore più frequente è montare sensore e magnete “a occhio”, senza considerare tolleranze meccaniche, giochi e deformazioni in esercizio. Buone pratiche:

  • prevedere una posizione che resti valida anche con gioco guida e vibrazioni;
  • evitare fissaggi su lamiere sottili o supporti che possono flettere;
  • mantenere coerenza tra direzione di movimento e area di intervento del sensore, lasciando margine per la ripetibilità del ciclo;
  • assicurare che il magnete passi in modo ripetibile davanti al sensore (niente interferenze, urti o contatti accidentali).

Esempio tipico: su una slitta, il sensore posizionato troppo vicino al fine corsa meccanico può subire urti o perdere la finestra di rilevamento quando la slitta si assesta a fine corsa.

Incompatibilità con il sistema

Anche quando il sensore “si accende”, può essere incompatibile con la logica di impianto. Errori ricorrenti:

  • collegare un’uscita non adatta all’ingresso previsto (ad es. logiche di ingresso che richiedono un certo tipo di segnale);
  • usare contatti reed in applicazioni dove servono funzioni specifiche di controllo o dove l’ingresso è molto sensibile a disturbi;
  • sottovalutare l’effetto di lunghezze cavo, posa vicino a linee di potenza e schermature.

Per evitarlo, allinea sempre scelta del finecorsa magnetico, schema elettrico e modalità di diagnostica/gestione allarmi già adottata in stabilimento.

Mancanza di calibrazione

“Funziona” non significa “funziona sempre”. Una calibrazione iniziale riduce fermi e segnalazioni errate:

  • definisci una procedura di taratura con macchina in condizioni reali (carico, velocità, vibrazioni);
  • verifica la commutazione in più cicli, includendo avviamenti a freddo e a caldo quando possibile;
  • imposta correttamente la logica PLC (filtri, tempi, anti-rimbalzo dove necessario) senza mascherare problemi meccanici;
  • documenta la posizione finale (quote, foto, riferimenti) per rendere la manutenzione rapida e replicabile.

In molte linee, la differenza tra un finecorsa stabile e uno “capriccioso” è proprio una taratura fatta con metodo e registrata.

Domande frequenti su finecorsa magnetico

Quali sono i vantaggi dei finecorsa magnetici rispetto a quelli meccanici?

Riduzione dell’usura perché il rilevamento avviene senza contatto diretto, migliore ripetibilità del punto di intervento e minore necessità di regolazioni dovute a deformazioni o degrado di leve e rulli.