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Attuatori elettrici

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Categoria Torna al livello superiore - Automazione industriale Attuatori Elettrici
Cod. Rexel: AB1SDA073708R1
Cod. Produttore: 1SDA073708R1
Cod. EAN: 8015644776411
Cod. Rexel: CZ25625495
Cod. Produttore: 25625495
Cod. Rexel: CZ70135750
Cod. Produttore: 70135750
Cod. Rexel: CZ70135751
Cod. Produttore: 70135751
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Cod. Produttore: 80149605
Cod. Rexel: CZ80180001
Cod. Produttore: 80180001
Cod. Rexel: CZ80180002
Cod. Produttore: 80180002
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Cod. Produttore: 80189704
Cod. Rexel: CZ80667001
Cod. Produttore: 80667001
Cod. Rexel: CZ80667003
Cod. Produttore: 80667003
Cod. Rexel: CZ80667017
Cod. Produttore: 80667017
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Cod. Produttore: 80803008
Cod. Rexel: CZ82344736
Cod. Produttore: 82344736
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Cod. Produttore: 82860003
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Cod. Produttore: 82860004
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Cod. Rexel: CZ82862006
Cod. Produttore: 82862006
Cod. Rexel: CZ82862201
Cod. Produttore: 82862201
Cod. Rexel: CZ82867012
Cod. Produttore: 82867012
Cod. Rexel: CZ82869011
Cod. Produttore: 82869011
Cod. Rexel: FCOT35
Cod. Produttore: OT35
Cod. EAN: 8025863031499
Cod. Rexel: M3KPI035
Cod. Produttore: KPI035
Cod. Rexel: M18ESPMC5MEX567
Cod. Produttore: ESPMC5MEX56-107
Cod. Rexel: M18ESPMC5M11216
Cod. Produttore: ESPMC5M112-160
Cod. Rexel: M18ESPMC5M56100
Cod. Produttore: ESPMC5M56-100
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Gli attuatori elettrici sono componenti chiave per trasformare un comando elettrico in movimento controllato, con vantaggi concreti in precisione, integrazione e gestione energetica.
In ambito industriale la scelta corretta dipende da cinematica, carico, ciclo di lavoro, interfacce di controllo e condizioni ambientali: su Rexel trovi soluzioni adatte a impianti e macchine con requisiti diversi.

Tipologie di attuatori elettrici

Attuatori lineari

Gli attuatori lineari generano un movimento rettilineo e sono spesso scelti quando serve una corsa definita e ripetibile, con possibilità di regolare velocità e posizionamento in modo consistente. In produzione e manutenzione risultano pratici perché riducono la dipendenza da aria compressa e semplificano l’integrazione su quadri e logiche di comando.

Applicazioni tipiche in contesto B2B:

  • movimentazione di slitte, carrelli e guide su macchine automatiche
  • apertura/chiusura di portelli e protezioni interbloccate su linee
  • regolazioni di altezza/posizione su banchi di assemblaggio e attrezzature
  • movimentazione controllata di organi di serraggio o deviatori (dove ammesso dal progetto)

Aspetti funzionali da considerare:

  • corsa utile e ingombri di montaggio (interassi, staffaggi, allineamento)
  • tipo di trasmissione (vite, cremagliera o soluzioni equivalenti) e conseguenze su rumorosità e gioco
  • possibilità di finecorsa integrati e protezioni contro sovraccarichi/meccanismi di blocco

Attuatori rotativi

Gli attuatori rotativi trasformano il comando in rotazione controllata (angolo definito o rotazione continua a seconda della famiglia e dell’accoppiamento). Sono indicati quando devi azionare in modo affidabile organi rotanti, valvole, serrande o meccanismi di indicizzazione, mantenendo controllabilità e ripetibilità lungo il ciclo.

Dove vengono usati frequentemente:

  • azionamento di valvole a farfalla o a sfera (con opportuno accoppiamento meccanico)
  • movimentazione di serrande e paratie in impianti tecnici e HVAC industriale
  • rotazione di tavole, indexer o palette in sistemi di manipolazione leggera
  • regolazioni su macchine di processo dove serve controllo progressivo e feedback

Punti di attenzione in fase di scelta/retrofit:

  • coppia richiesta e inerzia del carico (avvii/arresti, urti, picchi)
  • precisione angolare richiesta e presenza di riduttori
  • necessità di mantenimento in posizione in assenza di energia (freno, autobloccante, logiche di sicurezza)

Attuatori a catena

Gli attuatori a catena sono progettati per spinta/tiraggio tramite una catena rigida in uscita, spesso utilizzati per aperture e movimentazioni dove serve raggiungere punti non facilmente accessibili con sistemi lineari tradizionali. Sono una scelta comune quando l’installazione richiede compattezza, montaggio su superfici e corsa utile senza guide esterne.

Impieghi ricorrenti:

  • apertura controllata di finestre, evacuatori e lucernari in ambito tecnico/industriale
  • movimentazione di sportelli e aperture di servizio in armadi o vani impiantistici
  • automazioni dove l’attuatore deve restare “a bordo” e la catena trasferisce la spinta

Fattori pratici:

  • geometria dell’apertura (bracci, punti di spinta, rischio disallineamento)
  • gestione del cavo e delle protezioni meccaniche contro schiacciamenti
  • verifica dei finecorsa e della corretta taratura della corsa per evitare urti a battuta

Principali marche di attuatori elettrici

MOTIVE

MOTIVE è spesso apprezzata in ambito industriale per un approccio orientato all’integrazione su macchina e alla disponibilità di soluzioni adatte ad applicazioni continuative. In manutenzione e revamping torna utile quando serve standardizzare componenti e sostituire nel tempo senza rivedere l’intero progetto.

Punti di forza tipicamente ricercati:

  • soluzioni pensate per automazione e impiego su impianti
  • attenzione alla compatibilità con logiche di comando e configurazioni comuni
  • gamma utile per applicazioni dove conta la robustezza installativa

CROUZET AUTOMATISMES

CROUZET AUTOMATISMES è un riferimento per componenti di automazione con focus su affidabilità e integrazione con sistemi di controllo, soprattutto dove la macchina richiede interfacce chiare e gestione ordinata dei segnali. È una scelta frequente quando la progettazione privilegia modularità e manutenzione facilitata.

Elementi distintivi in ottica B2B:

  • orientamento a soluzioni “machine-ready” e a integrazione con controllo
  • attenzione a funzionalità di comando/posizionamento e diagnostica
  • disponibilità di opzioni utili a ridurre tempi di cablaggio e collaudo (a seconda dei modelli)

FANTINI COSMI

FANTINI COSMI è spesso utilizzata in applicazioni legate all’impiantistica e alla gestione di aperture/serramenti e automazioni tecniche, dove compattezza e praticità d’installazione sono determinanti. In contesti facility e manutenzione impiantistica può risultare vantaggiosa per interventi rapidi e standardizzati.

Cosa viene tipicamente valorizzato:

  • soluzioni adatte a contesti impiantistici e automazioni tecniche
  • installazione semplice con componenti pensati per applicazioni ricorrenti
  • disponibilità di varianti utili per retrofit e sostituzioni

Applicazioni industriali degli attuatori elettrici

Automazione industriale

Nell’automazione industriale gli attuatori elettrici vengono impiegati per movimentazioni ripetitive, regolazioni e posizionamenti dove la qualità del movimento e la programmabilità incidono direttamente su tempi ciclo e scarti. Rispetto a soluzioni pneumatiche, spesso consentono un controllo più fine del profilo di movimento e una migliore tracciabilità dello stato.

Esempi pratici su impianti e macchine:

  • posizionamento di guide, battute e formati su linee di confezionamento
  • azionamento aperture/chiusure su protezioni e sportelli con logiche di consenso
  • regolazione di serrande e deviazioni su impianti di aspirazione/ventilazione industriale
  • movimentazioni su banchi e isole di assemblaggio con corse ripetute e controllate

In progettazione conviene considerare fin da subito:

  • logiche di sicurezza (interblocchi, arresti, ripartenze controllate)
  • continuità di servizio: accessibilità per sostituzione e ricambi
  • coerenza tra attuatore, meccanica e controllo (evitare “sovra-dimensionamenti” inutili o, peggio, margini insufficienti)

Settore medicale

Nel settore medicale e para-medicale gli attuatori elettrici sono utilizzati per regolazioni ergonomiche e movimentazioni controllate, dove contano precisione, ripetibilità e gestione ordinata dei comandi. In questi contesti la manutenzione tende a privilegiare soluzioni pulite, compatte e facilmente verificabili.

Applicazioni tipiche:

  • regolazione di altezza/inclinazione su postazioni e supporti tecnici
  • movimentazioni su carrelli, banchi o sistemi di ausilio (sempre nel perimetro del progetto certificato)
  • automazioni per aperture e posizionamenti dove servono movimenti prevedibili e “smooth”

Aspetti operativi da presidiare:

  • rumorosità, vibrazioni e fluidità del movimento in ambienti sensibili
  • facilità di ispezione e sostituzione senza alterare tarature/assetti
  • controllo del movimento per evitare urti e finecorsa “aggressivi”

Sistemi domotici

In ambito domotico e building automation gli attuatori elettrici vengono impiegati per automatizzare aperture, schermature e regolazioni, spesso con integrazione a controlli centralizzati e sensori. In un contesto B2B (installatori, system integrator, facility) il tema è ridurre tempi di installazione e garantire affidabilità nel tempo.

Esempi ricorrenti:

  • movimentazione di serrande e paratie in impianti di ventilazione/ricambio aria
  • automazione di lucernari e aperture per gestione naturale/assistita
  • regolazione automatica in base a sensori (temperatura, CO₂, presenza, vento/pioggia) a seconda del sistema

Buone pratiche:

  • prevedere modalità manuale/di emergenza se richiesta dal capitolato
  • curare la posa del cablaggio e la protezione meccanica nei passaggi
  • definire chiaramente logiche di consenso e priorità (sensori vs comando locale)

Criteri di scelta degli attuatori elettrici

Potenza e forza di spinta

La selezione parte dal carico reale: non solo “quanto pesa”, ma anche attriti, leve, disallineamenti e picchi in avvio o a fine corsa. In ambito industriale è fondamentale considerare il profilo di lavoro (continuo/intermittente) e i margini per evitare surriscaldamenti o usura precoce.

Checklist pratica per dimensionare correttamente:

  • carico statico e dinamico, incluse resistenze e attriti della cinematica
  • frequenza di manovra e durata del ciclo (duty cycle)
  • presenza di urti o battute meccaniche (da evitare con finecorsa ben tarati)
  • necessità di mantenimento in posizione (meccanico o tramite controllo)

Precisione e controllo del movimento

Precisione significa ripetibilità e controllo lungo tutta la corsa/rotazione: avvio, accelerazione, velocità costante, decelerazione e arresto. La scelta dell’attuatore va allineata al livello di controllo disponibile (semplice on/off, posizionamento a step, controllo più evoluto) e all’impatto sul processo.

Criteri utili in linea e in manutenzione:

  • ripetibilità richiesta (posizionamento “di processo” vs semplice apertura/chiusura)
  • sensibilità dell’applicazione a gioco meccanico, elasticità e vibrazioni
  • necessità di rampe di accelerazione/decelerazione per ridurre urti e rumorosità
  • gestione di micro-correzioni (es. regolazioni di formato) con feedback affidabile

Compatibilità ambientale e protezione IP

Polveri, umidità, lavaggi, oli e temperature influenzano in modo diretto durata e affidabilità. Per impieghi gravosi va valutata la protezione dell’involucro (IP), la resistenza dei materiali e la protezione dei connettori/cavi, oltre alla compatibilità con agenti chimici e atmosfere potenzialmente corrosive.

Aspetti da verificare in capitolato:

  • grado di protezione IP adeguato al punto d’installazione (quadro, bordo macchina, campo)
  • resistenza a spray, condensa o lavaggi (se previsti in reparto)
  • vibrazioni e urti (trasporto su macchina, presse, linee ad alta dinamica)
  • compatibilità con requisiti di sicurezza e normative applicabili all’impianto

Integrazione con sistemi di controllo

Utilizzo con PLC

In impianto gli attuatori elettrici vengono spesso gestiti da PLC tramite comandi digitali (marcia/arresto, direzione, consenso) o con logiche più evolute se è previsto un posizionamento strutturato. L’obiettivo è rendere la manovra deterministica, diagnosticabile e coerente con gli stati macchina.

Indicazioni operative per un’integrazione pulita:

  • definire stati e permissivi (abilitazioni, finecorsa, consensi di sicurezza)
  • gestire correttamente l’arresto (normale vs emergenza, secondo progetto)
  • predisporre segnali di “pronto”, “in movimento”, “in errore” dove disponibili
  • documentare parametri e settaggi per manutenzione e ripristino rapido

Interfacciamento con sensori

Sensori di finecorsa, prossimità o encoder (a seconda della soluzione) migliorano controllo e sicurezza, riducendo manovre a battuta e consentendo strategie di prevenzione guasti. In retrofit, spesso la scelta più efficace è aggiungere sensori esterni affidabili quando il feedback integrato non è sufficiente per il processo.

Esempi di sensoristica integrata/abbinata:

  • finecorsa di apertura/chiusura per conferma posizione
  • sensori di presenza prodotto o interblocchi per consensi di movimento
  • sensori ambientali (in building) per logiche automatiche su aperture/serrande

Feedback di posizione

Il feedback di posizione è determinante quando la posizione non è solo “aperto/chiuso” ma una variabile di processo. Permette di migliorare ripetibilità, diagnosticare derive meccaniche e impostare manutenzione predittiva basata su cicli, tempi di manovra e anomalie.

Opzioni tipiche (dipende dai modelli):

  • contatti di finecorsa per posizioni estreme
  • segnali analogici o digitali per posizioni intermedie
  • feedback incrementale/assoluto tramite sensori dedicati o integrati

In esercizio, con feedback ben gestito puoi:

  • rilevare rallentamenti anomali (attriti, guide sporche, disallineamenti)
  • bloccare la macchina in modo controllato in caso di mancato raggiungimento posizione
  • standardizzare procedure di collaudo e taratura dopo sostituzioni

Manutenzione e affidabilità degli attuatori elettrici

Procedure di manutenzione preventiva

In contesti industriali la manutenzione preventiva riduce fermi linea e sostituzioni urgenti. L’obiettivo è mantenere la meccanica “libera” (attriti sotto controllo) e l’elettrico protetto (cablaggi e connettori integri), evitando condizioni che portano a surriscaldamento e usura accelerata.

Attività consigliate (in base al manuale del costruttore e al ciclo):

  • ispezione periodica di staffe, giochi meccanici e serraggi
  • controllo di allineamento e assenza di urti a fine corsa
  • verifica integrità cavi, pressacavi, connettori e schermature dove presenti
  • pulizia delle zone esposte a polveri/oli e controllo guarnizioni/protezioni

Diagnostica e risoluzione dei problemi

Quando un attuatore perde prestazioni o diventa “irregolare”, conviene procedere per esclusione: alimentazione e comando, sensori e consensi, vincoli meccanici, parametri e tarature. In manutenzione, registrare tempi di corsa e comportamenti anomali è spesso la chiave per individuare deriva meccanica o problemi di cablaggio.

Guasti/sintomi ricorrenti e controlli rapidi:

  • movimento a scatti o arresti: verificare attriti, disallineamenti, finecorsa, consensi intermittenti
  • mancato raggiungimento posizione: controllare battute, carico aumentato, sensori, tarature della corsa
  • surriscaldamento o interventi frequenti: rivedere ciclo di lavoro, ventilazione, carichi eccessivi, serraggi meccanici
  • rumorosità crescente: indicativa di usura o gioco; controllare accoppiamenti e fissaggi

Durata e ciclo di vita

La durata dipende da carico reale, profilo di movimento, ambiente e qualità dell’installazione. Una scelta corretta (dimensionamento + protezione IP adeguata + feedback coerente) incide più di qualsiasi “ottimizzazione” a valle. Per applicazioni critiche, è utile ragionare su ricambi a magazzino e procedure di sostituzione standard.

Buone pratiche per massimizzare il ciclo di vita:

  • evitare lavorazioni a battuta e urti ripetuti: usare finecorsa e rampe adeguate
  • ridurre sovraccarichi meccanici con allineamento e staffaggi corretti
  • proteggere cablaggi e connettori da trazione e schiacciamento
  • definire un piano di controlli basato su cicli e condizioni reali di reparto

Domande frequenti su attuatori elettrici

Quali sono i principali vantaggi degli attuatori elettrici rispetto a quelli pneumatici o idraulici?

Offrono in genere migliore controllabilità del movimento, integrazione più diretta con PLC/sensori e maggiore tracciabilità (stati, allarmi, posizione). Inoltre possono ridurre complessità impiantistica legata a compressori, valvole e manutenzione delle linee aria/olio, a seconda dell’applicazione.