Torna indietro

Filtri attivi
Categoria Sensori di Pressione - Flusso - Vacuostati

Filtri

Disponibilità (13)
Serie (10)
esecuzione (6)
diametro dell'apertura (6)
numero di ingressi primari (6)
con guida in rame (6)
corrente nominale primaria In (6)
fissaggio a scatto (6)
fattore di limitazione sovracorrente (6)
potenza apparente nominale secondaria (6)
intensità di corrente nominale secondaria (6)
con protezione dal contatto (6)
classe di precisione (6)

13 risultati

add result Risultati
icon result Risultati
Filtri

Ordina per

Categoria Torna al livello superiore - Sensori di processo Sensori di Pressione - Flusso - Vacuostati
Cod. Rexel: TEXMLB020A2S11
Cod. Produttore: XMLB020A2S11
Cod. EAN: 3389110713824
Cod. Rexel: IMTM3UH10
Cod. Produttore: TM3UH10
Cod. EAN: 8032826019234
Cod. Rexel: IMTT1BA5023
Cod. Produttore: TT1BA5023
Cod. EAN: 8032826019388
Cod. Rexel: KM87793
Cod. Produttore: 087793
Cod. EAN: 4015080877936
Cod. Rexel: IMTM960412
Cod. Produttore: TM960412
Cod. EAN: 8032826044045
Cod. Rexel: TEXMPR12C2133
Cod. Produttore: XMPR12C2133
Cod. EAN: 3389110759549
Cod. Rexel: IMTT1BB5023
Cod. Produttore: TT1BB5023
Cod. EAN: 8032826157325
Cod. Rexel: ONH7ECNVBH
Cod. Produttore: H7ECNVBH
Cod. EAN: 4548583755680
Cod. Rexel: IMTM4IL10
Cod. Produttore: TM4IL10
Cod. EAN: 8032826155260
Cod. Rexel: IMTM4ULC0
Cod. Produttore: TM4ULC0
Cod. EAN: 8032826155949
Cod. Rexel: M3BT-12
Cod. Produttore: BT-12
Cod. Rexel: M3P43P030F3
Cod. Produttore: P43P030F3
Cod. Rexel: M3CL5 625005
Cod. Produttore: CL5 625005

I vacuostati sono dispositivi chiave per il controllo del vuoto in linee di automazione e impianti di processo, dove la stabilità della presa, la sicurezza operativa e la ripetibilità contano più del “solo” valore misurato.
In questa categoria Rexel trovi soluzioni per integrare il controllo del vuoto su macchine e skid, scegliendo in base a tecnologia di rilevamento, modalità di commutazione e compatibilità impiantistica.

Tipologie di vacuostati

Vacuostati elettronici

I vacuostati elettronici (spesso con display e impostazioni parametriche) sono indicati quando serve una gestione fine delle soglie e una diagnostica più ricca. In contesti industriali permettono di:

  • impostare uno o più setpoint e isteresi in modo ripetibile;
  • ottenere segnali di uscita adatti all’ingresso PLC (in base al modello: discrete e/o analogiche);
  • ridurre i tempi di messa in servizio grazie a funzioni di teach-in, indicatori di stato e allarmi.

Tipici su: isole di vuoto, sistemi di presa per robot pick&place, linee di confezionamento dove il calo di vuoto deve essere rilevato rapidamente per evitare scarti o fermate.

Vacuostati pneumatici

I vacuostati pneumatici usano la logica dell’aria compressa per generare un segnale di commutazione senza elettronica, risultando utili quando si vuole minimizzare la parte elettrica a bordo macchina o in ambienti dove si privilegia la semplicità. Sono spesso scelti per:

  • applicazioni con manutenzione rapida e ricambi standardizzati;
  • impianti dove la robustezza “meccanica” e l’immediata leggibilità del comportamento sono prioritari;
  • integrazioni su circuiti pneumatici già esistenti (es. con eiettori e venturi).

Sono comuni su macchine utensili con sistemi di bloccaggio a vuoto o su linee dove l’infrastruttura pneumatica è dominante.

Vacuostati elettromeccanici

I modelli elettromeccanici utilizzano elementi sensibili e contatti di commutazione. Si impiegano quando serve una soluzione tradizionale, facile da verificare in campo e con logiche di sostituzione consolidate. Punti tipici:

  • comportamento lineare e intuitivo in molte applicazioni standard;
  • adatti a impianti dove l’uscita a contatto è preferita;
  • installazione spesso semplice, con regolazioni essenziali.

Sono usati su impianti legacy e revamping, dove la compatibilità con quadri e cablaggi esistenti è un fattore determinante.

Principali applicazioni industriali

Settore automazione

Nei sistemi di automazione i vacuostati supervisionano la presa e il mantenimento del vuoto su ventose e circuiti di bloccaggio. Benefici concreti:

  • riduzione dei pezzi persi per distacco o presa incompleta;
  • segnalazione tempestiva di perdite (tubi, raccordi, ventose usurate);
  • controllo qualità in linea (es. verifica presenza/posizionamento tramite variazioni di vuoto).

Esempio: su un’isola di presa robotizzata, il vacuostato consente la logica “presa ok” prima della movimentazione, prevenendo arresti o collisioni.

Industria alimentare

Nel packaging e nella movimentazione di imballi, il vuoto è spesso centrale. Qui la scelta del vacuostato ruota su igienizzabilità, resistenza a lavaggi e affidabilità operativa:

  • controllo del vuoto su termoformatrici e confezionatrici;
  • gestione di ventose su cartoni, film e vaschette;
  • minimizzazione dei fermi grazie a diagnostica e settaggi stabili.

È importante valutare materiali e raccordi compatibili con i detergenti e le procedure di sanificazione dell’impianto.

Settore chimico e farmaceutico

In questi ambienti contano compatibilità chimica, controllo del processo e robustezza contro vapori e contaminanti:

  • supervisione del vuoto su linee di manipolazione/trasferimento;
  • monitoraggio su sistemi di filtrazione o confezionamento con requisiti stringenti;
  • miglior tracciabilità degli eventi (allarmi, soglie, ripetibilità del setpoint) con soluzioni elettroniche.

In revamping di skid, il vacuostato può diventare un punto diagnostico per individuare micro-perdite o deviazioni di processo senza fermare l’intera linea.

Caratteristiche tecniche da considerare

Campo di misura

Il campo di misura va scelto sul reale range di lavoro del tuo circuito del vuoto, evitando selezioni “troppo larghe” che riducono sensibilità o “troppo strette” che portano a commutazioni instabili. In pratica:

  • definisci vuoto minimo operativo e vuoto nominale atteso;
  • considera transitori (presa iniziale, rilascio, picchi da eiettori);
  • valuta stabilità richiesta: più la presa è critica, più serve ripetibilità del punto di commutazione.

Funzione di commutazione

Verifica come il vacuostato gestisce soglia e isteresi e che tipo di segnale serve al controllo:

  • uscita ON/OFF per logiche PLC semplici (presa ok / perdita);
  • funzioni di allarme e ritardi per evitare falsi positivi in fase di presa;
  • eventuali uscite aggiuntive per diagnostica o trending (in base al modello).

La scelta corretta riduce “micro-fermate” dovute a oscillazioni del vuoto o a vibrazioni.

Materiali di costruzione

Materiali e tenute devono essere coerenti con:

  • fluidi/atmosfere presenti (vapori, oli, solventi, polveri);
  • procedure di pulizia e temperatura ambiente;
  • rischio corrosione su raccordi, corpo sensore e parti esposte.

In ambienti aggressivi è spesso decisivo puntare su materiali robusti e su connessioni che limitino infiltrazioni e degrado nel tempo.

Marche principali e compatibilità

BTICINO

In contesti dove l’integrazione impiantistica e l’omogeneità di componenti è importante, la disponibilità a catalogo Rexel permette di gestire acquisti e ricambistica in modo coerente con standard aziendali. Verifica sempre interfacce elettriche, connettori e filosofia di cablaggio della macchina.

TELEMECANIQUE SENSORS

Marchio molto presente in ambito industriale e automazione: spesso scelto per integrazione con architetture PLC e quadri esistenti, con attenzione a interfacce e accessori. Utile in retrofit dove si vuole mantenere continuità di serie e componentistica.

OMRON ITALIA

Soluzioni frequentemente adottate su linee automatiche per la facilità di integrazione e per funzionalità utili alla messa in servizio (setpoint gestibili, indicazioni di stato, diagnostica a bordo a seconda dei modelli). Valuta compatibilità su I/O e connettività per ridurre tempi di commissioning.

Errori comuni nella scelta e installazione

Errata valutazione del campo di misura

Errore tipico: scegliere il vacuostato senza misurare il comportamento reale del circuito (perdite, tempi di presa, transitori). Per evitarlo:

  • rileva il profilo del vuoto in condizioni reali (ciclo macchina);
  • imposta soglie con margine rispetto alle oscillazioni normali;
  • verifica che l’isteresi sia adeguata alla dinamica dell’applicazione.

Incompatibilità con il sistema esistente

Può riguardare uscite elettriche, tipo di cablaggio, attacchi pneumatici o logiche PLC. Buone pratiche:

  • controlla tensione/ingressi e tipo di uscita richiesto dal PLC;
  • standardizza connettori e cablaggi per accelerare la sostituzione;
  • verifica ingombri, attacchi e posizionamento (evitare tratti lunghi con perdite).

Scelta del materiale non adeguato

In presenza di detergenti, oli nebulizzati o vapori chimici, materiali non idonei portano a degradazione rapida e falsi allarmi. Prevenzione:

  • scegli materiali e guarnizioni compatibili con l’ambiente;
  • proteggi il punto di misura da condense e contaminanti;
  • prevedi filtrazione o separazione quando necessario.

Manutenzione e calibrazione

Frequenza di calibrazione

La frequenza dipende da criticità del processo, severità ambientale e requisiti interni (qualità/manutenzione). In generale è opportuno:

  • calibrare più spesso se il vacuostato è parte di una funzione di sicurezza o qualità;
  • aumentare i controlli in presenza di vibrazioni, cicli rapidi, contaminazione;
  • registrare interventi e derive per impostare un piano predittivo.

Procedure di manutenzione

Per mantenere affidabilità:

  • ispeziona periodicamente tubi, raccordi e ventose: molte “anomalie del sensore” sono in realtà perdite del circuito;
  • pulisci o sostituisci eventuali filtri e protezioni del punto di presa;
  • verifica serraggi, tenute e integrità dei cavi/connettori;
  • dopo interventi meccanici, riesegui settaggio soglie e test funzionali con ciclo macchina reale.

Domande frequenti su vacuostati

Quali sono i principali criteri per scegliere un vacuostato?

Campo di lavoro del vuoto, tipo di uscita/commutazione richiesta dal PLC, compatibilità dei materiali con l’ambiente e facilità di installazione (attacchi, cablaggio, ingombri).