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Categoria Torna al livello superiore - ATEX Antideflagrante Contenitori
Cod. Rexel: WD1025030000
Cod. Produttore: 1025030000
Cod. EAN: 4032248745241
Cod. Rexel: WD1194730000
Cod. Produttore: 1194730000
Cod. EAN: 4032248977437
Cod. Rexel: WD1306080000
Cod. Produttore: 1306080000
Cod. EAN: 4050118108477
Cod. Rexel: WD1306090000
Cod. Produttore: 1306090000
Cod. EAN: 4050118108255
Cod. Rexel: GWGW47073
Cod. Produttore: GW47073
Cod. EAN: 8011564111127
Cod. Rexel: WD1200270000
Cod. Produttore: 1200270000
Cod. EAN: 4032248983131
Cod. Rexel: WD1200280000
Cod. Produttore: 1200280000
Cod. EAN: 4032248982806
Cod. Rexel: WD1002690000
Cod. Produttore: 1002690000
Cod. EAN: 4032248695317
Cod. Rexel: WD1002720000
Cod. Produttore: 1002720000
Cod. EAN: 4032248695652
Cod. Rexel: WD1002750000
Cod. Produttore: 1002750000
Cod. EAN: 4032248695683
Cod. Rexel: WD1058880000
Cod. Produttore: 1058880000
Cod. EAN: 4032248800759
Cod. Rexel: WD1194720000
Cod. Produttore: 1194720000
Cod. EAN: 4032248977383
Cod. Rexel: WD1194910000
Cod. Produttore: 1194910000
Cod. EAN: 4032248977666
Cod. Rexel: WD1200210000
Cod. Produttore: 1200210000
Cod. EAN: 4032248982851
Cod. Rexel: WD1200390000
Cod. Produttore: 1200390000
Cod. EAN: 4032248982974
Cod. Rexel: WD9526920000
Cod. Produttore: 9526920000
Cod. EAN: 4032248019076
Cod. Rexel: WD9526970000
Cod. Produttore: 9526970000
Cod. EAN: 4008190974824
Cod. Rexel: DK65304EX
Cod. Produttore: 65304EX
Cod. EAN: 8033648178673
Cod. Rexel: F6ADPE2-3MT
Cod. Produttore: ADPE2-3MT
Cod. Rexel: F6ADPE3
Cod. Produttore: ADPE1-3MT
Cod. Rexel: F6ADPE4-3MT
Cod. Produttore: ADPE4-3MT
Cod. Rexel: F6ESA4433
Cod. Produttore: ESA4433
Cod. Rexel: F6ESA5242
Cod. Produttore: ESA5242
Cod. Rexel: F6EVFGE218
Cod. Produttore: EVFGE218
Cod. Rexel: F6EVFGE236
Cod. Produttore: EVFGE236
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I contenitori atex sono componenti chiave per realizzare quadri, junction box e punti di derivazione in aree con atmosfera potenzialmente esplosiva. In questa categoria Rexel supporta la scelta in base a zona, condizioni ambientali, materiali e accessori, per installazioni industriali affidabili e ispezionabili.

Introduzione ai contenitori ATEX

Normative di riferimento

In ambito industriale, i contenitori certificati per atmosfere esplosive devono essere selezionati e installati secondo il quadro normativo ATEX e le prescrizioni di impianto. In pratica, la conformità coinvolge:

  • classificazione delle aree (gas/vapori o polveri) e definizione della zona di rischio;
  • scelta di apparecchiature e involucri idonei al tipo di protezione richiesto;
  • documentazione tecnica, marcature e tracciabilità dei componenti;
  • corrette modalità di cablaggio, serraggio, chiusura e mantenimento del grado di protezione.

Per chi acquista e manutiene, il punto critico è evitare mismatch tra zona/impianto e protezione dell’involucro: un contenitore “atex” non è automaticamente corretto per ogni scenario, serve coerenza tra applicazione, accessori (pressacavi, tappi, guarnizioni) e modalità d’uso.

Applicazioni principali

I contenitori atex trovano impiego dove è necessario proteggere morsettiere, giunzioni, dispositivi di comando e segnalazione o piccole automazioni in aree classificate. Esempi tipici:

  • chimico e petrolchimico (skid, aree di travaso, sale pompe);
  • oil & gas e trattamento combustibili (rack strumenti, campionamenti, unità ausiliarie);
  • farmaceutico e cosmetico (aree con solventi, miscelazioni);
  • silos, molini, lavorazione alimentare e legno (rischio polveri combustibili);
  • impianti di verniciatura e cabine con vapori infiammabili.

Vantaggi dei contenitori ATEX

Nel ciclo di vita dell’impianto, il beneficio principale è ridurre il rischio e semplificare la gestione della conformità, purché la selezione sia corretta. In concreto:

  • maggiore sicurezza operativa in aree classificate, con protezione adeguata all’atmosfera e alla zona;
  • robustezza meccanica e migliore tenuta contro ingressi di polveri e acqua (in base alla configurazione);
  • facilità di ispezione e manutenzione grazie a soluzioni studiate per cablaggi e accessori certificati;
  • standardizzazione: possibilità di replicare soluzioni su più linee e stabilimenti mantenendo marcature e tracciabilità.

Materiali e design

Materiali utilizzati

La scelta del materiale incide su resistenza alla corrosione, peso, lavorabilità e compatibilità con l’ambiente.

  • alluminio: diffuso per applicazioni industriali grazie al buon compromesso tra robustezza e peso; utile dove serve dissipazione e un corpo resistente, con attenzione ai trattamenti superficiali in ambienti aggressivi.
  • acciaio inox: preferibile in presenza di lavaggi, atmosfere corrosive, nebbie saline o requisiti igienici/clean; indicato per impianti con manutenzione frequente e severità ambientale elevata.

In fase d’acquisto B2B, è utile valutare anche la facilità di foratura/lavorazione (se consentita e secondo indicazioni del produttore) e la disponibilità di accessori compatibili e certificati.

Resistenza agli agenti esterni

Oltre al rischio di esplosione, molte installazioni richiedono resistenza a:

  • polveri industriali e polveri combustibili;
  • acqua, umidità e condensa;
  • vibrazioni e urti (macchine rotanti, passerelle, aree di transito);
  • agenti chimici e detergenti.

La tenuta reale dipende molto dalla configurazione: guarnizioni, pressacavi, tappi ciechi e serraggi corretti fanno la differenza tanto quanto l’involucro stesso.

Design e personalizzazione

Nel mondo impiantistico conta la praticità: accessibilità ai morsetti, spazio per raggi di curvatura, predisposizioni per staffaggi e capacità di ospitare componenti interni (morsettiere, barrette di terra, piastre). La “personalizzazione” più comune è legata a:

  • layout d’ingresso cavi (numero e posizione);
  • gestione della messa a terra e continuità equipotenziale;
  • predisposizione per etichettatura e identificazione circuito;
  • eventuali finestre/indicatori o accessori di comando, se compatibili con la certificazione.

Certificazioni e conformità

Certificazioni ATEX richieste

Per i contenitori atex la selezione deve garantire idoneità all’uso in area classificata e alla specifica protezione prevista dal progetto. In pratica, verifica sempre:

  • marcatura e documentazione del contenitore;
  • idoneità per gas/vapori o polveri, in base al sito;
  • condizioni d’impiego (temperatura ambiente, installazione indoor/outdoor, presenza di corrosione);
  • compatibilità degli accessori: pressacavi, riduzioni e guarnizioni devono essere coerenti con la certificazione e l’applicazione.

Processo di certificazione

Dal punto di vista operativo, chi installa e manutiene deve ragionare come segue:

  • classificazione dell’area e definizione requisiti di protezione (in progetto o in riconsiderazione impianto);
  • scelta del contenitore e degli accessori conformi, con tracciabilità e documenti disponibili;
  • installazione secondo istruzioni del costruttore (serraggi, coppie, limiti di foratura, modalità di chiusura);
  • ispezioni e manutenzione periodica: controlli visivi, integrità guarnizioni, serraggi e stato dei pressacavi.

Differenze tra le zone ATEX

Le zone definiscono la probabilità e la durata della presenza di atmosfera esplosiva, e indirizzano la scelta dell’apparecchiatura.

  • zone 1 e 2: tipicamente legate a gas/vapori; la zona 1 è più severa della zona 2.
  • zone 21 e 22: tipicamente legate a polveri; la zona 21 è più severa della zona 22.

In acquisto, la regola pratica è: non scegliere “al minimo”. Considera anche scenari di fermata impianto, pulizie, accumulo polveri e possibili variazioni di processo che possono rendere l’ambiente più gravoso nel tempo.

Marche principali e loro caratteristiche

WEIDMULLER

Soluzioni orientate al cablaggio industriale e alla connessione: utili quando il contenitore è parte di un sistema più ampio di morsetteria e gestione segnali. Punti d’attenzione tipici per il buyer:

  • integrazione con componenti di collegamento e accessori di cablaggio;
  • disponibilità di configurazioni pensate per strumentazione e automazione;
  • focus su ordine e manutenibilità del quadro di campo.

GEWISS

Approccio “di sistema” e ampiezza di gamma: utile quando l’obiettivo è standardizzare componenti su impianti estesi. Tipicamente interessante per:

  • assortimento che facilita uniformità tra cantieri e manutenzione;
  • disponibilità di accessori coordinati (fissaggi, guarnizioni, ingressi cavo);
  • soluzioni adatte a installazioni industriali dove serve reperibilità e continuità di fornitura.

DKC

Gamma orientata a impiantistica e infrastrutture elettriche, spesso scelta per uniformare canalizzazioni/quadristica e componenti di campo. In ottica B2B può essere rilevante per:

  • compatibilità con sistemi di supporto e fissaggio;
  • configurazioni utili per distribuzione e automazione;
  • praticità di installazione su impianti nuovi e revamping.

Installazione e manutenzione

Linee guida per l'installazione

Per ottenere la protezione attesa, l’installazione deve essere “a regola d’arte” e coerente con istruzioni e certificazione. Buone pratiche:

  • verificare integrità dell’involucro e delle superfici di tenuta prima del montaggio;
  • usare pressacavi e accessori idonei (e correttamente serrati) per il tipo di cavo e l’ambiente;
  • curare la continuità di terra e i collegamenti equipotenziali;
  • mantenere ordine dei cablaggi per evitare schiacciamenti su guarnizioni e coperchi;
  • applicare etichettatura chiara per velocizzare interventi in fermo impianto.

Manutenzione preventiva

In manutenzione, l’obiettivo è prevenire degrado della tenuta e allentamenti, tipici in ambienti con vibrazioni o cicli termici. Checklist frequente:

  • controllo visivo di guarnizioni, chiusure, viteria e pressacavi;
  • verifica di corrosione, depositi, segni di infiltrazione o condensa;
  • ripristino della coppia di serraggio dove previsto dalle procedure;
  • sostituzione di componenti consumati con ricambi equivalenti e idonei.

Errori comuni da evitare

Errori ricorrenti che impattano sicurezza e conformità:

  • utilizzare accessori non coerenti con la certificazione o non idonei alla zona;
  • forare/modificare l’involucro senza seguire le indicazioni del costruttore e senza gestire correttamente la tenuta;
  • stringere in modo improprio pressacavi e coperchi (troppo poco: perdita di tenuta; troppo: danneggiamento guarnizioni/filetti);
  • trascurare la messa a terra o creare collegamenti non affidabili nel tempo.

Accessori e componenti aggiuntivi

Pressacavi e guarnizioni

Sono spesso l’anello debole della tenuta: scegliere correttamente pressacavi e guarnizioni è fondamentale per evitare ingressi e per mantenere l’integrità dell’insieme contenitore+cavo. In pratica, valuta:

  • compatibilità con diametro e tipologia del cavo;
  • resistenza a oli, agenti chimici e lavaggi (se presenti);
  • scelta di tappi ciechi e riduzioni coerenti, per chiudere ingressi inutilizzati senza “soluzioni di fortuna”.

Sistemi di fissaggio

Staffaggi, supporti e sistemi di montaggio incidono su vibrazioni e accessibilità in manutenzione. Considera:

  • montaggio a parete, su carpenteria, su skid o su palo;
  • accessibilità per apertura coperchio e controllo serraggi;
  • materiali e trattamenti coerenti con l’ambiente (corrosione, lavaggi).

Opzioni di personalizzazione

Per contesti produttivi, la configurazione può includere:

  • piastre di montaggio, guide e supporti interni per componenti;
  • barrette di terra e predisposizioni per collegamenti equipotenziali;
  • identificazione e marcatura circuiti per ridurre tempi di troubleshooting.

Confronto tra modelli

Differenze di prezzo

Nei contenitori atex il costo è tipicamente influenzato da:

  • materiale (acciaio inox vs alluminio) e finiture;
  • complessità costruttiva, chiusure e soluzioni di tenuta;
  • disponibilità di accessori dedicati e compatibilità di sistema;
  • requisiti di installazione (ambiente gravoso, lavaggi, corrosione).

Per acquisti ricorrenti, spesso conviene standardizzare poche referenze “core” e definire kit accessori per varianti di cantiere.

Prestazioni in diverse condizioni

Confronta i modelli pensando alle reali condizioni d’esercizio:

  • indoor vs outdoor, presenza di acqua, polveri e cicli termici;
  • atmosfere corrosive o ambienti con lavaggi frequenti;
  • vibrazioni/meccanica (macchinari, pompe, compressori);
  • necessità di ispezioni rapide e frequenti.

Un contenitore più robusto e manutenibile può ridurre i fermi e i tempi di intervento, anche se l’investimento iniziale è maggiore.

Compatibilità con altri sistemi

In un impianto industriale conta la compatibilità con:

  • pressacavi, tubazioni, conduit e sistemi di canalizzazione esistenti;
  • morsetteria, piastre, guide e componentistica interna prevista dal tuo standard;
  • procedure di manutenzione e ricambistica già in uso.

Valuta quindi non solo “il singolo involucro”, ma la coerenza con lo standard di stabilimento e con la supply chain.

Innovazioni e tendenze future

Nuovi materiali e tecnologie

Le evoluzioni più rilevanti puntano a migliorare robustezza, resistenza ambientale e manutenibilità, ad esempio tramite:

  • finiture e trattamenti più performanti contro corrosione e agenti chimici;
  • soluzioni di tenuta e chiusura più affidabili nel tempo;
  • accessori e sistemi modulari che riducono errori in campo e velocizzano il cablaggio.

Evoluzione delle normative

Le prescrizioni e le interpretazioni applicative tendono a rafforzare l’attenzione su documentazione, tracciabilità e corretta installazione/manutenzione. Per i responsabili di impianto significa:

  • standardizzare procedure di controllo e ispezione;
  • mantenere aggiornati fascicoli tecnici e identificazione dei componenti;
  • evitare modifiche “artigianali” non gestite, che complicano audit e verifiche.

Tendenze di mercato

In ambito B2B la tendenza è verso soluzioni:

  • più integrate (contenitore + accessori certificati coordinati);
  • più rapide da installare e ispezionare, per ridurre ore uomo in fermo impianto;
  • orientate alla standardizzazione multi-sito, per semplificare ricambi e manutenzione.

Domande frequenti su contenitori atex

Quali sono le principali normative ATEX per i contenitori?

Le normative ATEX definiscono requisiti per apparecchiature destinate ad aree con atmosfere esplosive e la corretta classificazione delle zone. In pratica, per i contenitori contano marcatura, documenti del costruttore, idoneità a gas/polveri e corretta installazione con accessori coerenti.