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Categoria Contattori e Teleruttori

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Categoria Torna al livello superiore - Comando e Protezione Motore Contattori e Teleruttori
Cod. Rexel: TELADN11
Cod. Produttore: LADN11
Cod. EAN: 3389110383836
Cod. Rexel: TELADN20
Cod. Produttore: LADN20
Cod. EAN: 3389110383881
Cod. Rexel: TELADN22
Cod. Produttore: LADN22
Cod. EAN: 3389110384031
Cod. Rexel: TELADN40
Cod. Produttore: LADN40
Cod. EAN: 3389110384437
Cod. Rexel: TELC1D09BD
Cod. Produttore: LC1D09BD
Cod. EAN: 3389110353075
Cod. Rexel: TELC1D09BL
Cod. Produttore: LC1D09BL
Cod. EAN: 3389110361070
Cod. Rexel: TELC1D09B7
Cod. Produttore: LC1D09B7
Cod. EAN: 3389110348675
Cod. Rexel: TELC1D09E7
Cod. Produttore: LC1D09E7
Cod. EAN: 3389110348736
Cod. Rexel: TELC1D09F7
Cod. Produttore: LC1D09F7
Cod. EAN: 3389110348798
Cod. Rexel: TELC1D09M7
Cod. Produttore: LC1D09M7
Cod. EAN: 3389110348873
Cod. Rexel: TELC1D12BL
Cod. Produttore: LC1D12BL
Cod. EAN: 3389110361469
Cod. Rexel: TELC1D12B7
Cod. Produttore: LC1D12B7
Cod. EAN: 3389110349160
Cod. Rexel: TELC1D12F7
Cod. Produttore: LC1D12F7
Cod. EAN: 3389110349221
Cod. Rexel: TELC1D18BD
Cod. Produttore: LC1D18BD
Cod. EAN: 3389110354775
Cod. Rexel: TELC1D18BL
Cod. Produttore: LC1D18BL
Cod. EAN: 3389110361711
Cod. Rexel: TELC1D18B7
Cod. Produttore: LC1D18B7
Cod. EAN: 3389110349399
Cod. Rexel: TELC1D18F7
Cod. Produttore: LC1D18F7
Cod. EAN: 3389110349450
Cod. Rexel: TELC1D25BD
Cod. Produttore: LC1D25BD
Cod. EAN: 3389110355994
Cod. Rexel: TELC1D25B7
Cod. Produttore: LC1D25B7
Cod. EAN: 3389110349658
Cod. Rexel: TELC1D25F7
Cod. Produttore: LC1D25F7
Cod. EAN: 3389110349719
Cod. Rexel: TELC1D25M7
Cod. Produttore: LC1D25M7
Cod. EAN: 3389110349764
Cod. Rexel: TELC1D32BL
Cod. Produttore: LC1D32BL
Cod. EAN: 3389110361834
Cod. Rexel: TELC1D32B7
Cod. Produttore: LC1D32B7
Cod. EAN: 3389110350135
Cod. Rexel: TELC1D32F7
Cod. Produttore: LC1D32F7
Cod. EAN: 3389110350197
Cod. Rexel: TEGVAE11
Cod. Produttore: GVAE11
Cod. EAN: 3389110343434
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Nelle linee di automazione industriale il teleruttore è un componente chiave per comandare e sezionare carichi, in particolare motori, con logiche semplici o gestite da PLC.
In questa categoria Rexel trovi soluzioni per quadri e macchine, con accessori e versioni adatte a integrazione, manutenzione rapida e continuità di servizio.

Funzionamento del teleruttore

Componenti principali

Un teleruttore è progettato per commutare circuiti di potenza tramite un comando elettrico, mantenendo separati (e più sicuri) circuito di comando e circuito di potenza. I componenti tipici da considerare in fase di scelta e manutenzione sono:

  • bobina di comando: determina la tensione/tipologia di alimentazione del circuito di comando e l’assorbimento; influenza anche la compatibilità con PLC/relè d’interfaccia.
  • circuito magnetico (nucleo/ancora): trasforma l’energia della bobina in movimento meccanico; è coinvolto in rumorosità, vibrazioni e qualità dell’aggancio.
  • contatti principali: portano la corrente del carico (es. motori); la loro costruzione incide su durata elettrica e capacità di gestire manovre ripetute.
  • contatti ausiliari: usati per autoritenuta, interblocchi, segnalazioni e feedback verso PLC.
  • camere di spegnimento/arco: aiutano a gestire l’arco elettrico durante l’apertura sotto carico, riducendo usura e rischi.
  • morsetti e accessori: blocchi ausiliari aggiuntivi, soppressori di disturbo, interblocchi meccanici, temporizzatori, ecc.

Principio di funzionamento

Quando la bobina viene eccitata, il circuito magnetico genera una forza che attrae l’ancora: questo movimento chiude (o apre, a seconda della configurazione) i contatti principali e gli ausiliari. In pratica:

  • Il comando può arrivare da pulsanti, selettori, uscite PLC o relè di sicurezza (in base all’architettura).
  • I contatti principali commutano la potenza verso il carico.
  • Gli ausiliari forniscono consensi e feedback: ad esempio autoritenuta, segnalazione “marcia”, consenso a contattore gemello, blocchi per inversione di marcia.

Per applicazioni con PLC è frequente curare anche la soppressione dei transitori della bobina (disturbi elettromagnetici), per evitare reset o letture errate su I/O.

Differenze con altri dispositivi di comando

Nel contesto B2B è utile distinguere il teleruttore da dispositivi vicini per funzione:

  • relè elettromeccanico: tipicamente orientato a segnali o piccoli carichi; il teleruttore è più adatto alla commutazione di potenza e a manovre ripetute su carichi come motori.
  • interruttore di manovra/sezionatore: è un dispositivo manuale (o motorizzabile) per sezionamento/manovra, non un comando remoto “di processo” come il teleruttore nelle logiche automatiche.
  • starter/avviatore motore (combinazione): spesso integra teleruttore + protezione (es. relè di sovraccarico) + accessori; il teleruttore da solo resta l’elemento di comando, da coordinare con protezioni adeguate.

Applicazioni industriali

Utilizzo nei sistemi di automazione

Il teleruttore è impiegato ovunque serva un comando affidabile e ripetibile di carichi, con logiche anche semplici ma robuste. Esempi tipici in impianti e macchine:

  • comando di motori per nastri trasportatori, pompe, ventilatori, compressori
  • gestione di resistenze e carichi termici in macchine di processo
  • comando di illuminazione industriale e utenze ausiliarie di quadro
  • interblocchi tra sezioni di macchina (es. consensi tra attuatori e protezioni)

In ambienti con cicli frequenti, la corretta scelta della categoria d’impiego e degli accessori (ausiliari, soppressione, interblocchi) incide direttamente su fermo impianto e manutenzione.

Integrazione con PLC

L’integrazione con PLC ruota attorno a due aspetti: pilotaggio della bobina e feedback di stato.

  • pilotaggio: l’uscita PLC può comandare direttamente la bobina oppure tramite relè/interfaccia, in base a architettura del quadro, politiche di sicurezza e immunità ai disturbi.
  • feedback: contatti ausiliari rimandano al PLC informazioni come “contattore inserito”, “pronto marcia”, “interblocco attivo”. Questo consente diagnostica (allarmi), sequenze corrette e manutenzione predittiva di base (es. conteggio manovre).

Buona pratica: prevedere logiche che distinguano tra comando impartito e stato effettivo (feedback), per intercettare incollaggi o mancate attrazioni.

Settori di applicazione

I teleruttori sono trasversali a molti comparti industriali, tra cui:

  • manifatturiero e packaging (movimentazioni, gruppi motore, utenze di macchina)
  • water & wastewater (pompe e ventilazione quadri/impianti)
  • HVAC industriale (ventilatori, gruppi di trattamento aria, chiller in ausiliari)
  • logistica e magazzini automatici (nastri, rulliere, consenso utenze)
  • processo (utenze di servizio e comandi di potenza con logiche di consenso)

Selezione del teleruttore

Criteri di scelta

Per scegliere un teleruttore in modo coerente con l’applicazione (e ridurre interventi in campo), considera questi criteri pratici:

  • tipo di carico: motore, carico resistivo, carico con spunti; incide sulla scelta della taglia e sulla gestione dell’arco.
  • regime di manovra: numero di inserzioni/ora e cicli; influenza la durata elettrica/meccanica attesa.
  • tensione e tipologia bobina: compatibilità con comando disponibile (AC/DC) e con logiche PLC; attenzione a disturbi e cadute di tensione su lunghe tratte.
  • numero di poli e configurazione: in base a monofase/trifase e necessità di sezionare neutro o circuiti ausiliari.
  • ausiliari necessari: autoritenuta, interblocchi, segnalazioni, doppio consenso, diagnostica.
  • condizioni ambientali nel quadro: temperatura, ventilazione, vibrazioni, presenza di polveri; incidono su derating e affidabilità.

Compatibilità con altri componenti

Il teleruttore lavora quasi sempre “in squadra” nel comando e protezione motore. Verifica la compatibilità con:

  • relè termici/sovraccarico e moduli di protezione, per coordinamento funzionale
  • interruttori automatici/fusibili a monte, per protezione da corto circuito e selettività (secondo progetto)
  • accessori di soppressione (es. RC/varistore/diodo nelle bobine DC) per ridurre disturbi su PLC e elettronica
  • interblocchi meccanici/elettrici per inversione marcia o commutazioni in sicurezza
  • morsetteria e cablaggio: sezione conduttori, capicorda, serraggio e spazi nel quadro

Errori comuni nella selezione

Nei quadri industriali alcuni errori ricorrenti portano a guasti prematuri o malfunzionamenti:

  • scegliere solo “per taglia” senza valutare tipo di carico e ciclo di manovra
  • trascurare la bobina (AC/DC, compatibilità con uscita PLC, disturbi, cadute di tensione)
  • non prevedere ausiliari sufficienti per interblocchi e diagnostica (poi si interviene a quadro finito)
  • sottovalutare spazio e dissipazione nel quadro, con surriscaldamenti e derating non considerati
  • cablaggi lunghi o in canalina con potenza senza mitigazione dei disturbi (problemi EMC sul comando)

Manutenzione e affidabilità

Procedure di manutenzione

In ambito industriale la manutenzione del teleruttore è soprattutto preventiva e ispettiva. Attività tipiche:

  • controllo serraggio morsetti e integrità cablaggio (allentamenti = surriscaldamenti e fermo)
  • verifica visiva di scolorimenti/odori nel quadro (indizi di arco o temperature anomale)
  • test funzionale di attrazione e rilascio (tempi coerenti, senza incertezze)
  • controllo dei contatti ausiliari usati per feedback (coerenza tra comando e stato)
  • pulizia del quadro e gestione della ventilazione, se l’ambiente è polveroso o caldo

Quando la continuità di servizio è critica, è utile mappare i teleruttori per “criticità impianto” e pianificare sostituzioni programmate su quelli più sollecitati.

Segnali di usura

Indicatori pratici che un teleruttore sta degradando:

  • rumorosità anomala (ronzio/vibrazione) o incertezze di aggancio
  • surriscaldamento locale su morsetti o corpo dispositivo
  • incollaggi o mancati rilasci (criticità di sicurezza e processo)
  • contatti ausiliari incoerenti (feedback instabile verso PLC)
  • tracce visibili di arco o annerimenti in prossimità dei contatti (dove ispezionabile)

Miglioramento dell'affidabilità

Per aumentare affidabilità e ridurre fermi:

  • dimensionare correttamente rispetto a carico e ciclo, evitando scelte “al limite”
  • usare soppressori adeguati sulla bobina per proteggere elettronica e contatti di comando
  • separare e ordinare il cablaggio comando/potenza, curando EMC e schermature dove necessario
  • adottare interblocchi corretti nelle logiche (es. inversione marcia) per prevenire manovre improprie
  • prevedere ricambi e standardizzazione di famiglia a quadro, per manutenzione rapida

Normative e certificazioni

Standard di sicurezza

Per teleruttori impiegati in quadri e macchine contano sia la conformità del componente sia il suo corretto impiego nel sistema. In generale, i riferimenti includono:

  • standard di prodotto per dispositivi di comando e manovra a bassa tensione (serie IEC/EN di settore)
  • requisiti di sicurezza della macchina/quadri e integrazione in circuiti di comando (in base all’applicazione)

Il progetto del circuito (protezioni, sezionamento, interblocchi) resta determinante: un componente conforme non compensa un coordinamento errato.

Certificazioni richieste

In relazione al mercato e al settore, possono essere richieste marcature e approvazioni applicabili (es. conformità CE e certificazioni di terze parti per alcuni contesti o destinazioni). In ambito B2B è buona pratica verificare:

  • documentazione del produttore (dichiarazioni, schede tecniche)
  • compatibilità con specifiche del cliente finale o standard aziendali di stabilimento
  • eventuali requisiti per esportazione o impianti regolamentati

Impatto delle normative sul design

Le normative influenzano in modo concreto:

  • distanze, isolamento e progettazione delle camere d’arco
  • configurazioni dei contatti e prestazioni in manovra (categorie d’impiego)
  • accessori ammessi e modalità di montaggio nel quadro
  • indicazioni per coordinamento con protezioni a monte e condizioni di installazione

In fase di scelta, conviene allineare componente e applicazione reale (carico, manovre, ambiente) evitando interpretazioni “solo documentali”.

Marchi principali disponibili

SCHNEIDER ELECTRIC

Soluzioni diffuse in automazione e quadristica, con ampia disponibilità di accessori per:

  • espansione contatti ausiliari e segnalazioni
  • integrazione ordinata in sistemi di comando motore (con componenti coordinati)
  • configurazioni pensate per manutenzione e sostituzione rapide in quadro

ABB

I teleruttori ABB offrono una Gamma orientata a robustezza e integrazione in sistemi industriali, utile quando servono:

  • continuità operativa con componenti standardizzabili in impianto
  • disponibilità di accessori e combinazioni per comando/protezione motore
  • soluzioni adatte a quadri dove diagnostica e modularità sono priorità

BTICINO

I teleruttori Bticino sono progettati con componenti di qualità che garantiscono:

  • funzionamento stabile nel tempo e protezione contro sovraccarichi e guasti
  • facile integrazione con gli altri dispositivi del sistema domestico e impiantistico
  • documentazione, ricambi e assistenza tecnica capillare

EATON

I teleruttori Eaton hanno proposte tipicamente apprezzate in quadristica e applicazioni macchina, con attenzione a:

  • modularità e accessori per logiche di comando e interblocco
  • integrazione con protezioni e componenti di comando dell’impianto
  • soluzioni pratiche per cablaggio e manutenzione in campo

Domande frequenti su teleruttore

Quali sono i principali vantaggi di un teleruttore rispetto a un relè?

È più indicato per la commutazione di potenza e per manovre ripetute su carichi come motori; offre inoltre accessori e configurazioni pensate per interblocchi, ausiliari e integrazione in quadri industriali.