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Quadro elettrico illuminazione pubblica

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Categoria Quadri per Illuminazione Pubblica

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Categoria Torna al livello superiore - Carpenteria - Casse - Climatizzazione Quadri Quadri per Illuminazione Pubblica
Cod. Rexel: DKC095730925
Cod. Produttore: 095730925
Cod. EAN: 8054684020269
Cod. Rexel: MEOEAZANPORW
Cod. Produttore: AZANPORW
Cod. Rexel: MEOEAZANPOR3
Cod. Produttore: AZANPOR3
Cod. Rexel: MEOEN0SF0036
Cod. Produttore: N0SF0036
Cod. Rexel: MEOEN0ST0117
Cod. Produttore: N0ST0117
Cod. Rexel: MEOEN0ST0117/12
Cod. Produttore: N0ST0117/12
Cod. Rexel: MEOEN0ST0120
Cod. Produttore: N0ST0120
Cod. Rexel: MEOEN0ST0139
Cod. Produttore: N0ST0139
Cod. Rexel: MEOEN0ST0141/G4
Cod. Produttore: N0ST0141/G4
Cod. Rexel: MEOEN0ST0145
Cod. Produttore: N0ST0145
Cod. Rexel: MEOEN0ST0168
Cod. Produttore: N0ST0168
Cod. Rexel: MEOEN0ST0169
Cod. Produttore: N0ST0169
Cod. Rexel: MEOEN0ST0193
Cod. Produttore: N0ST0193
Cod. Rexel: MEOEN0ST0316/21
Cod. Produttore: N0ST0316/21
Cod. Rexel: MEOEN0ST0370
Cod. Produttore: N0ST0370
Cod. Rexel: MEOEN0ST0405
Cod. Produttore: N0ST0405
Cod. Rexel: MEOEN1ST0245
Cod. Produttore: N1ST0245
Cod. Rexel: MEOEN1ST0394
Cod. Produttore: N1ST0394
Cod. Rexel: MEOEN1ST0399
Cod. Produttore: N1ST0399
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Cod. Produttore: N1ST0611
Cod. Rexel: MEOEN6ST0267
Cod. Produttore: N6ST0267
Cod. Rexel: MEOES038430W
Cod. Produttore: S038430W
Cod. Rexel: MEOES038510W
Cod. Produttore: S038510W
Cod. Rexel: MEOES03853TK
Cod. Produttore: S03853TK
Cod. Rexel: MEOES049020W
Cod. Produttore: S049020W
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I quadri per illuminazione pubblica sono progettati per la gestione e la protezione delle linee di alimentazione in contesti esterni, con esigenze di continuità di servizio, sicurezza e resistenza ambientale.
In questa categoria Rexel trovi soluzioni adatte a nuove installazioni e retrofit, con configurazioni orientate a manutenzione rapida e integrazione con dispositivi di controllo e misura.

Caratteristiche principali dei quadri elettrici per illuminazione pubblica

Materiali costruttivi

Per un quadro elettrico illuminazione pubblica installato in strada, parchi o aree di servizio, il materiale del contenitore incide su durabilità, affidabilità e tempi di manutenzione, soprattutto in presenza di pioggia, polveri, agenti chimici e irraggiamento solare.

In ambito professionale le scelte più ricorrenti includono:

  • lamiera verniciata: indicata quando serve robustezza meccanica e una buona schermatura; richiede attenzione alla protezione contro la corrosione e alla qualità delle finiture (verniciatura, guarnizioni, ferramenta).
  • polimeri tecnici: utili in installazioni dove si privilegiano resistenza alla corrosione, leggerezza e stabilità in esterno; la qualità del materiale e la tenuta di sportelli/guarnizioni fanno la differenza nel tempo.
  • acciaio inox (in applicazioni specifiche): preferibile in contesti particolarmente aggressivi (zone costiere, industriali, aree con lavaggi).

Nella scelta tra modelli DKC e OEC, in genere si osservano differenze su:

  • impostazione della carpenteria (robustezza, accessoriabilità, modularità interna);
  • disponibilità di versioni pensate per installazione outdoor e gestione del vano contatore;
  • dotazioni di serie (piastre, sistemi di chiusura, predisposizioni interne).

Grado di protezione IP

Il grado di protezione IP è uno dei criteri più “impattanti” per la continuità di servizio: un IP non adeguato può causare infiltrazioni, ossidazioni, scatti intempestivi o guasti ai dispositivi.

Per impieghi tipici di illuminazione pubblica valuta:

  • esposizione diretta a pioggia battente e ristagni;
  • presenza di polvere fine (cantieri, strade sterrate, aree agricole);
  • lavaggi e manutenzione con getti (dove previsto);
  • escursioni termiche e condensa (fondamentali guarnizioni e gestione dell’aerazione).

Differenze tra linee DKC e OEC possono emergere nella qualità costruttiva della tenuta (guarnizioni, battute porta, serrature, pressacavi e passaggi), oltre che nella disponibilità di accessori dedicati per la corretta sigillatura.

Tipologie di montaggio

Una scelta coerente del montaggio riduce tempi di installazione e interventi successivi. In illuminazione pubblica sono comuni:

  • installazione a parete (cabine, locali tecnici, sottopassi, edifici comunali);
  • installazione su palo tramite kit e staffe dedicate, utile per interventi localizzati e retrofit;
  • installazione su basamento/colonnina in aree pedonali, parcheggi, parchi e rotatorie.

Verifica sempre:

  • accessibilità ai dispositivi (spazi di manovra e sicurezza);
  • percorso cavi e gestione raggi di curvatura;
  • compatibilità con predisposizioni per contatore, morsettiere e canali di cablaggio.

Componenti interni e funzionalità

Interruttori magnetotermici e differenziali

Il cuore del quadro è la protezione delle linee e la selettività dell’impianto. In un quadro per illuminazione stradale i dispositivi tipici includono:

  • interruttori magnetotermici per la protezione da sovraccarico e corto circuito delle partenze;
  • interruttori differenziali o moduli differenziali per la protezione dai guasti verso terra e la sicurezza dei circuiti;
  • eventuali sezionamento e blocchi di manovra per la messa in sicurezza durante manutenzione.

Criteri pratici per buyer e manutentori:

  • prevedere una logica di protezione che limiti lo spegnimento “a cascata” (evitando che un guasto su una linea disalimenti l’intera area);
  • considerare la compatibilità con carichi tipici (driver LED, alimentatori, eventuali dispositivi di controllo) per ridurre scatti intempestivi;
  • organizzare internamente le linee con identificazione chiara (etichette, sinottici, codifica morsetti).

Vano contatore e accessori

Molti quadri per illuminazione pubblica includono o prevedono un vano contatore separato o integrato, utile quando la fornitura deve essere misurata o quando l’ente gestore richiede una specifica configurazione.

Accessori e predisposizioni che semplificano il lavoro in campo:

  • piastre di fondo e guide DIN dimensionate per espansioni;
  • canaline e passacavi per cablaggi ordinati e ispezionabili;
  • morsettiere di distribuzione e barre di terra facilmente accessibili;
  • predisposizioni per pressacavi e occultamento/ancoraggio dei cavi in ingresso.

In fase di scelta, verifica che il quadro consenta:

  • separazione funzionale tra zona misura e zona comando/protezione, se richiesta;
  • facilità di sigillatura e accesso controllato, in base alle procedure del gestore.

Sistemi di sicurezza integrati

Oltre alla protezione elettrica, contano le misure contro accessi non autorizzati e manomissioni, tipiche in ambiente urbano:

  • serrature e sistemi di chiusura adatti a uso pubblico;
  • sportelli con battute e guarnizioni stabili nel tempo;
  • possibilità di integrare contatti porta o segnalazioni (in supervisione/telecontrollo, quando previsto);
  • compartimentazioni interne per ridurre il rischio di contatto accidentale durante verifiche.

Un quadro ben accessoriato riduce i tempi di ripristino e aumenta la sicurezza dell’operatore in campo, soprattutto in interventi notturni o con viabilità aperta.

Efficienza energetica e sostenibilità

Ottimizzazione dei consumi

Il quadro non “risparmia energia” da solo, ma abilita strategie che rendono l’impianto più efficiente e governabile:

  • gestione ordinata delle linee per evitare dispersioni e interventi inutili;
  • predisposizione per comandi e logiche di accensione (es. fasce orarie, sensori, sistemi di controllo ove presenti);
  • spazio e modularità per integrare dispositivi di misura e monitoraggio, utili per diagnosi e riduzione dei consumi anomali.

In scenari di retrofit LED, la corretta configurazione delle protezioni e dei componenti di comando contribuisce alla stabilità dell’impianto e alla riduzione dei fermo-servizi.

Compatibilità con sistemi di energia rinnovabile

In alcune installazioni (aree isolate, parchi, piste ciclabili, punti luce autonomi) possono essere presenti sistemi con accumulo o alimentazioni alternative. In questi casi il quadro deve essere scelto e configurato per:

  • ospitare dispositivi di protezione e sezionamento dedicati alle tratte e alle utenze;
  • gestire eventuali interfacce con sistemi di controllo, misura e diagnostica;
  • mantenere ordine e separazione dei circuiti per semplificare verifiche e manutenzione.

La compatibilità reale dipende dal progetto elettrico complessivo: il quadro deve offrire spazi, accessori e possibilità di cablaggio coerenti con l’architettura dell’impianto.

Normative e certificazioni

Standard di sicurezza europei

Per un quadro destinato a illuminazione pubblica, la conformità normativa è essenziale sia per la sicurezza degli operatori sia per la tracciabilità in fase di collaudo e gestione impianto. In genere vanno considerati:

  • requisiti di sicurezza e costruzione delle apparecchiature di bassa tensione e dei quadri (in funzione della tipologia e del contesto di installazione);
  • requisiti sulla protezione contro contatti diretti/indiretti e sulla continuità del collegamento di terra;
  • compatibilità con prescrizioni del gestore della rete/ente appaltante e capitolati di fornitura.

Per cantieri pubblici è buona pratica allineare la scelta del quadro ai documenti di progetto e alle procedure di verifica previste in fase di consegna lavori.

Certificazioni di qualità

Oltre alla conformità, in ottica B2B è utile verificare:

  • dichiarazioni e documentazione tecnica del produttore (schede, istruzioni, marcature);
  • tracciabilità dei componenti e disponibilità ricambi/accessori;
  • coerenza tra grado IP dichiarato e accessori utilizzati (pressacavi, piastre, flange, tappi).

Un punto spesso sottovalutato: il grado di protezione finale dipende anche da come vengono realizzati i fori e installati gli accessori in cantiere. Documentazione e accessori corretti riducono contestazioni e rilavorazioni.

Installazione e manutenzione

Procedure di installazione

Per minimizzare tempi in campo e problemi post-installazione:

  • verificare posizionamento e fissaggi (parete/palo/basamento) in funzione di vibrazioni, urti e accessibilità;
  • curare l’ingresso cavi con pressacavi idonei e corretto serraggio, evitando tagli e schiacciamenti;
  • organizzare il cablaggio interno con canaline e raggi di curvatura adeguati, lasciando margine per future espansioni;
  • predisporre etichettatura chiara di linee, dispositivi e morsetti, utile per reperibilità guasti.

In fase di messa in servizio, è importante controllare la continuità dei collegamenti di terra e la corretta separazione/serraggio delle connessioni.

Manutenzione preventiva e correttiva

La manutenzione preventiva riduce guasti intermittenti e interventi urgenti. Attività tipiche:

  • ispezione di guarnizioni, serrature e punti di ingresso cavi (degrado, indurimento, allentamenti);
  • controllo visivo di ossidazioni, umidità, condensa e sporco interno;
  • verifica del serraggio dei morsetti (secondo procedure e sicurezza di impianto);
  • test funzionali dei dispositivi differenziali secondo piani manutentivi;
  • aggiornamento della documentazione in quadro (schemi, sinottico, identificazioni).

In correttiva, un quadro ben progettato (spazi e accessori corretti) consente sostituzioni rapide di interruttori e componenti, con minori tempi di disalimentazione.

Applicazioni e scenari d'uso

Illuminazione stradale

Qui contano robustezza, IP adeguato e gestione ordinata delle partenze. Esempi operativi:

  • quadri di zona per alimentare più linee di punti luce lungo tratte urbane o extraurbane;
  • installazioni su palo in prossimità di incroci/rotatorie, dove il quadro deve essere compatto ma accessibile;
  • retrofit di linee esistenti con riorganizzazione delle protezioni per aumentare selettività e ridurre blackout estesi.

Illuminazione di parchi e aree pubbliche

In parchi, aree pedonali e parcheggi spesso servono flessibilità e possibilità di espansione:

  • gestione di circuiti separati (percorsi pedonali, aree gioco, parcheggi, illuminazione ornamentale);
  • integrazione di temporizzazioni o comandi da sensori/sistemi di controllo (se previsto dal progetto);
  • maggiore attenzione ad accessi non autorizzati e resistenza a urti e vandalismo.

Confronto tra marchi principali: DKC e OEC

Differenze di design e funzionalità

Nel confronto tra quadri DKC e OEC, i buyer tecnici valutano soprattutto:

  • impostazione della carpenteria e accessoriabilità (piastre, guide, canaline, kit di montaggio);
  • ergonomia di cablaggio e manutenzione (spazi interni, accessi, modularità);
  • disponibilità di configurazioni con vano contatore e compartimentazioni.

In pratica, le differenze emergono quando il quadro deve essere adattato a vincoli di cantiere (spazi ridotti, percorsi cavi complessi, richiesta di separazioni interne) o quando si prevede un’evoluzione futura dell’impianto.

Vantaggi competitivi

In base alle esigenze di commessa, possono risultare vantaggiosi:

  • modelli che favoriscono rapidità di installazione (predisposizioni, kit dedicati, accessori completi);
  • soluzioni che privilegiano tenuta e affidabilità in esterno, con sistemi di chiusura e guarnizioni adeguate;
  • disponibilità di varianti e accessori che riducono personalizzazioni in campo (meno lavorazioni = meno rischio per IP e sicurezza).

La scelta migliore è quella più coerente con capitolato, condizioni ambientali e standard manutentivi dell’ente gestore.

Errori comuni nell'acquisto e utilizzo

Scelta del grado di protezione errato

Errore tipico: scegliere il quadro solo “per dimensione” senza considerare la reale esposizione. Come evitarlo:

  • valutare posizione (sotto tettoia o esposto), presenza di lavaggi, polvere e rischio condensa;
  • definire correttamente ingressi cavo e accessori di tenuta (pressacavi/tappi compatibili);
  • evitare lavorazioni in campo non controllate che compromettano guarnizioni e battute.

Incompatibilità con l'impianto esistente

Nelle sostituzioni e retrofit, le criticità più frequenti riguardano:

  • spazio insufficiente per dispositivi o nuova organizzazione delle linee;
  • mancanza di predisposizioni per vano contatore o accesso separato richiesto;
  • difficoltà nel riutilizzo dei percorsi cavi, con raggi di curvatura non adeguati o ingressi non coerenti.

Prima dell’acquisto, conviene fare un rilievo rapido: ingombri, numero linee, tipologia di protezioni, posizione ingressi e necessità di espansione. Questo riduce tempi di fermo e rilavorazioni in sito.

Domande frequenti su quadro elettrico illuminazione pubblica

Quali sono le principali differenze tra i quadri DKC e OEC?

Le differenze più rilevanti riguardano carpenteria e accessoriabilità: modularità interna, predisposizioni (es. vano contatore), sistemi di chiusura e disponibilità di kit per montaggio (parete/palo/basamento). La scelta va fatta in base a vincoli di installazione e standard manutentivi.