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Categoria Torna al livello superiore - Comando e Protezione Motore Inverters
Cod. Rexel: TEATV12HU15M2
Cod. Produttore: ATV12HU15M2
Cod. EAN: 3606480071096
Cod. Rexel: TEATV12HU22M2
Cod. Produttore: ATV12HU22M2
Cod. EAN: 3606480071102
Cod. Rexel: TEATV12H018M2
Cod. Produttore: ATV12H018M2
Cod. EAN: 3606480071089
Cod. Rexel: TEATV12H037M2
Cod. Produttore: ATV12H037M2
Cod. EAN: 3606480071058
Cod. Rexel: TEATV12H055M2
Cod. Produttore: ATV12H055M2
Cod. EAN: 3606480071065
Cod. Rexel: TEATV12H075M2
Cod. Produttore: ATV12H075M2
Cod. EAN: 3606480071072
Cod. Rexel: TEATV320D11N4B
Cod. Produttore: ATV320D11N4B
Cod. EAN: 3606480931314
Cod. Rexel: TEATV320D15N4B
Cod. Produttore: ATV320D15N4B
Cod. EAN: 3606480931321
Cod. Rexel: TEATV320U04M2B
Cod. Produttore: ATV320U04M2B
Cod. EAN: 3606480966323
Cod. Rexel: TEATV320U04M2C
Cod. Produttore: ATV320U04M2C
Cod. EAN: 3606480966521
Cod. Rexel: TEATV320U04N4B
Cod. Produttore: ATV320U04N4B
Cod. EAN: 3606480966385
Cod. Rexel: TEATV320U04N4C
Cod. Produttore: ATV320U04N4C
Cod. EAN: 3606480966712
Cod. Rexel: TEATV320U06M2C
Cod. Produttore: ATV320U06M2C
Cod. EAN: 3606480966538
Cod. Rexel: TEATV320U06N4B
Cod. Produttore: ATV320U06N4B
Cod. EAN: 3606480966392
Cod. Rexel: TEATV320U06N4C
Cod. Produttore: ATV320U06N4C
Cod. EAN: 3606480966729
Cod. Rexel: TEATV320U07M2C
Cod. Produttore: ATV320U07M2C
Cod. EAN: 3606480966545
Cod. Rexel: TEATV320U07N4B
Cod. Produttore: ATV320U07N4B
Cod. EAN: 3606480966408
Cod. Rexel: TEATV320U07N4C
Cod. Produttore: ATV320U07N4C
Cod. EAN: 3606480966736
Cod. Rexel: TEATV320U11M2C
Cod. Produttore: ATV320U11M2C
Cod. EAN: 3606480966552
Cod. Rexel: TEATV320U11N4B
Cod. Produttore: ATV320U11N4B
Cod. EAN: 3606480931246
Cod. Rexel: TEATV320U11N4C
Cod. Produttore: ATV320U11N4C
Cod. EAN: 3606480966743
Cod. Rexel: TEATV320U15M2C
Cod. Produttore: ATV320U15M2C
Cod. EAN: 3606480966569
Cod. Rexel: TEATV320U15N4B
Cod. Produttore: ATV320U15N4B
Cod. EAN: 3606480931253
Cod. Rexel: TEATV320U15N4C
Cod. Produttore: ATV320U15N4C
Cod. EAN: 3606480966750
Cod. Rexel: TEATV320U22M2C
Cod. Produttore: ATV320U22M2C
Cod. EAN: 3606480966576
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Gli inverter sono il cuore del controllo moderno dei motori elettrici: regolano velocità e coppia, migliorano la stabilità di processo e riducono sollecitazioni meccaniche sull’impianto.
In questa categoria Rexel trovi soluzioni per retrofit su linee esistenti e per nuove installazioni, con criteri di scelta orientati a continuità operativa, integrazione e manutenzione.

Tipologie di inverter

Inverter monofase e trifase

La prima distinzione operativa riguarda l’alimentazione e, di conseguenza, il contesto applicativo:

  • inverter monofase: tipicamente impiegati su utenze e macchine compatte, skid, piccoli nastri, ventilazioni locali o applicazioni dove l’alimentazione disponibile è monofase. Spesso vengono scelti in retrofit rapidi, quando adeguare la distribuzione trifase non è conveniente.
  • inverter trifase: la scelta standard in ambito industriale per azionamenti su linee, pompe e ventilatori di impianto, estrusori, miscelatori e macchine utensili. Offrono maggiore robustezza di gestione del carico e, in genere, più opzioni di interfacciamento.

Nella selezione è fondamentale considerare anche la logica del quadro (spazi, dissipazione, protezioni a monte) e la filosofia di manutenzione (ricambi uniformati, parametri standardizzati tra macchine).

Inverter a frequenza variabile

Gli inverter a frequenza variabile (VFD) sono la tipologia più diffusa per gestire motori asincroni e, in molti casi, applicazioni con aggiornamenti di controllo mirati. L’utilizzo tipico è legato a:

  • regolazione continua della velocità per seguire il processo (portata, pressione, velocità linea)
  • rampe di accelerazione/decelerazione per ridurre stress meccanici e colpi d’ariete su pompe
  • funzioni applicative (es. controllo pompe/ventilatori, gestione multi-motore, logiche di sicurezza integrate dove previste)

In produzione, un VFD ben parametrizzato riduce fermi dovuti a strappi, slittamenti o avviamenti troppo aggressivi, e consente di adattare la macchina a lotti diversi senza interventi meccanici.

Inverter digitali e analogici

Dal punto di vista dell’integrazione, la differenza pratica è nel modo in cui si comanda e si supervisiona l’azionamento:

  • inverter “analogici” (comandi analogici): impiego frequente in retrofit dove il riferimento di velocità arriva da potenziometro o segnali analogici da regolatori/strumenti. Sono semplici da implementare, ma più esposti a disturbi e a derive se cablaggi e schermature non sono gestiti correttamente.
  • inverter digitali (comandi/diagnostica digitali): preferibili quando serve integrazione con PLC, HMI e sistemi di supervisione. Consentono diagnostica più ricca, parametrizzazione ripetibile e gestione eventi/allarmi utile per manutenzione.

In ottica industriale, il “digitale” è spesso la scelta più efficiente per standardizzare ricette, velocizzare commissioning e tracciare anomalie.

Applicazioni industriali degli inverter

Controllo motore

Nel controllo motore, un inverter consente di adattare l’azionamento al profilo di carico reale. Esempi tipici in stabilimento:

  • pompe in circuiti idraulici o di processo, dove la regolazione evita funzionamento in bypass e limita transitori
  • ventilatori per aspirazione/filtrazione o HVAC industriale, con regolazione fine in base a richiesta e condizioni ambientali
  • nastri trasportatori e movimentazioni, con rampe che proteggono riduttori e trasmissioni
  • agitatori e miscelatori, dove la velocità può variare in base alla fase del processo

Un beneficio concreto per manutentori e responsabili di produzione è la riduzione di guasti su componenti meccanici (giunti, cinghie, riduttori) grazie ad avviamenti controllati.

Sistemi di automazione

Gli inverter si inseriscono nei sistemi di automazione come nodi funzionali: ricevono setpoint, scambiano stati e allarmi, e in molti casi contribuiscono alla diagnostica di linea. In un’architettura tipica:

  • il PLC invia riferimento e comandi (marcia/arresto, selezione modalità)
  • l’inverter restituisce statifault, indicazioni utili per manutenzione (es. cause di scatto, eventi)
  • l’HMI espone parametri operativi, ricette e procedure guidate per cambio formato/lotto

In un retrofit, spesso il valore è ridurre cablaggi discreti, semplificare la messa in servizio e rendere replicabile la configurazione su più macchine.

Efficienza energetica

L’efficienza energetica non è solo “risparmio”: è anche controllo del processo con minori sprechi. Gli inverter sono particolarmente efficaci su carichi variabili (pompe e ventilatori), perché consentono di lavorare al punto richiesto invece che “strozzare” meccanicamente.

In pratica, il buyer industriale valuta l’inverter anche per:

  • stabilità di processo (meno scarti, meno ripartenze)
  • riduzione dei picchi e delle sollecitazioni elettriche in avviamento
  • possibilità di ottimizzare la macchina in più condizioni operative (turni, lotti, stagionalità)

Marche principali di inverter

Schneider Electric

Gli inverter Schneider Electric sono spesso scelti in contesti dove conta l’integrazione in architetture di automazione già basate sullo stesso ecosistema (PLC, HMI, software). Punti di forza tipici:

  • coerenza di gamma per standardizzare componenti su più quadri
  • strumenti di configurazione e diagnostica utili a commissioning e manutenzione
  • disponibilità di funzioni orientate ad applicazioni comuni (pompe/ventilatori, movimentazione)

Indicati quando l’obiettivo è ridurre tempi di avviamento impianto e migliorare la gestione dei ricambi.

Eaton

Gli inverter Eaton risultano adatti a impianti dove si cerca un equilibrio tra robustezza, semplicità di gestione e integrazione nei quadri di comando e protezione motore. In applicazioni tipiche:

  • retrofit su macchine esistenti con logiche consolidate
  • quadri standardizzati per reparti o linee
  • necessità di componentistica coordinata (comando e protezione motore)

La scelta è spesso guidata da esigenze di affidabilità operativa e manutenzione rapida.

ABB

Gli inverter ABB sono una scelta frequente in industria per applicazioni dove servono controllo stabile e continuità di servizio, anche su impianti complessi o con più utenze critiche. Punti apprezzati dai manutentori:

  • attenzione alla diagnostica e alle funzioni di supporto al troubleshooting
  • soluzioni adatte a processi continui (pompaggi, ventilazione, movimentazione)
  • facilità di adozione in contesti con forte presenza di componenti ABB

Criteri di scelta di un inverter

Potenza nominale

La potenza nominale va dimensionata sul motore e sul profilo reale del carico, evitando due errori opposti: sottodimensionare (scatti, surriscaldamento, instabilità) o sovradimensionare inutilmente (ingombri, costi, dissipazione). Per una scelta corretta, in ambito B2B conviene considerare:

  • tipo di carico (coppia variabile o più “pesante”/inerziale)
  • frequenza di avviamenti e condizioni di sovraccarico attese
  • margine operativo in funzione del ciclo macchina e dell’ambiente del quadro

Compatibilità con il sistema esistente

In retrofit la compatibilità è spesso il vero vincolo. Verifica in modo strutturato:

  • motore (tipologia, condizioni, isolamento, ventilazione)
  • quadro (spazio, ventilazione, logica di protezione, filtraggio EMC)
  • comandi e segnali (analogico/digitale, I/O disponibili, protocolli di comunicazione)
  • vincoli applicativi (frenatura, arresti rapidi, interblocchi, eventuali requisiti di sicurezza)

Un check iniziale riduce drasticamente tempi di fermo e rilavorazioni durante il commissioning.

Efficienza e rendimento

Senza entrare in numeri, l’efficienza si valuta in funzione della capacità dell’inverter di “seguire” il processo con perdite minime e gestione termica adeguata. Elementi pratici da considerare:

  • presenza di funzioni di ottimizzazione per carichi tipici (pompe/ventilatori)
  • gestione termica e dissipazione nel quadro (continuità operativa)
  • supporto a filtri/reattanze quando l’impianto è sensibile a disturbi e armoniche

Installazione e configurazione

Collegamenti elettrici

Un’installazione corretta riduce guasti, disturbi e scatti anomali. In pratica:

  • separa i percorsi di potenza da quelli dei segnali, con schermature e messa a terra gestite in modo coerente
  • cura l’orientamento e il serraggio dei morsetti, soprattutto su quadri soggetti a vibrazioni
  • verifica la coordinazione con protezioni a monte e dispositivi di comando e protezione motore

Nei contesti industriali, il tempo risparmiato in avviamento si paga spesso con problemi EMC più avanti: meglio impostare correttamente layout e cablaggi da subito.

Parametri di configurazione

La parametrizzazione non è solo “far girare il motore”: è rendere l’azionamento stabile e ripetibile. Tipicamente si lavora su:

  • dati base motore e modalità di controllo coerente con l’applicazione
  • rampe adeguate a inerzie e vincoli di processo
  • limiti e soglie di protezione per prevenire scatti “rumorosi” ma anche per proteggere la meccanica
  • gestione dei comandi (locale/remoto), logiche di consenso e ripartenza controllata dopo fault

Una buona pratica è salvare configurazioni e “baseline” per ricambi e sostituzioni rapide.

Errori comuni da evitare

Gli errori più frequenti che generano fermi o prestazioni instabili:

  • cablaggio e schermature gestiti male (disturbi su segnali o comunicazioni)
  • parametri motore non coerenti con la targa o con il carico reale
  • dissipazione nel quadro sottovalutata (derating implicito, scatti termici)
  • scelta di modalità comando non compatibile con PLC/HMI o con la logica di sicurezza della macchina

Manutenzione e diagnostica

Monitoraggio delle prestazioni

Il monitoraggio serve a prevenire guasti e a ridurre il tempo medio di ripristino. In pratica, si lavora su:

  • trend di allarmi e preallarmi (eventi ripetitivi)
  • osservazione di instabilità (variazioni anomale a parità di comando)
  • controlli periodici su serraggi, pulizia e condizioni del quadro (ventilazione, polveri)

Quando l’inverter è integrato in rete, la supervisione facilita l’individuazione di derive di processo e anomalie intermittenti.

Risoluzione dei problemi

Per troubleshooting efficace in reparto:

  • partire dal contesto: quando avviene il fault (avviamento, regime, decelerazione)
  • verificare: alimentazione, cablaggi, dispositivi a monte, stato motore e carico meccanico
  • usare la diagnostica interna (storico fault/eventi) per distinguere cause elettriche, termiche o di comando

L’obiettivo non è solo “resettare”, ma rimuovere la causa radice per evitare ripetizioni e fermi seriali.

Aggiornamenti firmware

Gli aggiornamenti firmware possono risolvere anomalie note e migliorare stabilità o compatibilità con sistemi di automazione. In ambiente industriale è importante:

  • pianificare l’aggiornamento in finestre di fermo controllate
  • eseguire backup di parametri e configurazioni
  • validare la versione su una macchina pilota prima di estenderla in linea

Normative e certificazioni

Standard di sicurezza

In fase di acquisto e installazione, verifica che l’inverter sia idoneo all’uso previsto e coerente con l’architettura di sicurezza macchina/quadro. In pratica:

  • conformità ai requisiti di sicurezza applicabili al quadro e all’installazione
  • corretta gestione di funzioni come arresto, interblocchi e consensi secondo progetto
  • documentazione tecnica a supporto di collaudo e manutenzione

Certificazioni energetiche

Le certificazioni e le dichiarazioni del costruttore aiutano a qualificare il prodotto per progetti dove l’efficienza e la conformità sono requisiti di capitolato. In ambito B2B sono utili anche per auditing interni e per standard di stabilimento.

Conformità alle normative europee

Per la messa in servizio è essenziale che inverter e accessori (filtri, reattanze, componenti di quadro) siano coerenti con le direttive e norme europee applicabili, soprattutto su compatibilità elettromagnetica e sicurezza elettrica. Questo riduce rischi in collaudo e semplifica la documentazione di impianto.

Domande frequenti su inverter

Quali sono le differenze tra un inverter monofase e trifase?

La differenza riguarda l’alimentazione e l’uso tipico: il monofase si impiega spesso su utenze compatte o retrofit con rete monofase disponibile, mentre il trifase è lo standard industriale per azionamenti più impegnativi e integrazione in quadri di impianto.