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Categoria Torna al livello superiore - Pulsanteria Spie Luminose
Brand SCHNEIDER ELECTRIC SPA
Cod. Rexel: TEXVBC21
Cod. Produttore: XVBC21
Cod. EAN: 3389110845020

Le spie luminose per uso industriale sono componenti chiave per segnalare stati, allarmi e condizioni di processo su quadri, pulsantiere e macchine. In Rexel trovi soluzioni pensate per continuità di servizio, lettura immediata e integrazione con l’automazione esistente.

Tipologie di spie luminose

Spie luminose a led

Le spie luminose a led sono oggi la scelta più diffusa in ambito industriale grazie a consumi ridotti e lunga vita utile, con minori fermi manutentivi e maggiore uniformità di luminosità nel tempo. Sono adatte sia a segnalazioni “always-on” (es. presenza tensione, macchina pronta) sia a segnalazioni intermittenti comandate da PLC o relè.

Vantaggi principali:

  • efficienza energetica e bassa dissipazione termica
  • buona resistenza a vibrazioni e urti (utile su macchine e linee)
  • resa cromatica stabile e alta visibilità anche con luce ambiente elevata

Possibili attenzioni:

  • verifica della compatibilità con moduli/portalampada e alimentazione disponibili
  • in retrofit su impianti datati, attenzione a eventuali logiche di comando o dispersioni che possono generare deboli accensioni spurie

Spie luminose a incandescenza

Le spie a incandescenza sono presenti soprattutto su impianti esistenti e applicazioni dove si mantiene lo standard storico di ricambi. Offrono una luce “calda” e una tecnologia semplice, ma richiedono in genere più manutenzione rispetto al led.

Punti di forza:

  • tecnologia consolidata, spesso immediata per sostituzioni su pannelli già cablati
  • comportamento prevedibile in molte logiche di comando tradizionali

Limiti tipici:

  • maggiore assorbimento e più calore generato
  • durata inferiore e sensibilità maggiore a urti/vibrazioni
  • necessità di tenere a stock lampade di ricambio per continuità operativa

Spie luminose a neon

Le spie a neon vengono utilizzate in specifiche configurazioni di segnalazione, spesso su quadri tradizionali e in contesti dove è richiesta una buona visibilità con determinate condizioni di alimentazione. Oggi sono meno comuni rispetto al led, ma possono essere presenti come standard installato.

Aspetti da considerare:

  • buona riconoscibilità del punto luce
  • tecnologia meno flessibile rispetto alle versioni a led in termini di modularità e ricambistica
  • impiego spesso legato a specifiche architetture già presenti in impianto (valutare retrofit caso per caso)

Applicazioni industriali delle spie luminose

Utilizzo nei quadri elettrici

Nei quadri elettrici le spie luminose vengono impiegate per:

  • presenza alimentazione e stato servizi ausiliari
  • segnalazione di intervento protezioni o anomalie (es. scatto, guasto)
  • indicazione modalità (manuale/automatico, remoto/locale)

Esempio pratico: su un quadro di distribuzione o comando motori, una spia verde può indicare “pronto”, mentre una rossa segnala “allarme” o “arresto di emergenza attivo”, migliorando la diagnosi rapida in manutenzione.

Segnalazione in impianti di automazione

In automazione, le spie luminose sono spesso abbinate a pulsanti, selettori e moduli di comando su pulsantiere bordo macchina. La spia diventa un feedback immediato dello stato logico comandato da PLC:

  • consenso ciclo / ciclo in corso
  • richiesta intervento operatore
  • stato sensori o interblocchi (porte, ripari, sicurezza)

Esempio: in una linea di confezionamento, spie su più stazioni aiutano a individuare rapidamente il punto di fermo (stazione in attesa, stazione bloccata, stazione in manutenzione).

Indicatori di stato in macchinari

Sulle macchine, soprattutto in ambienti gravosi, la spia deve restare leggibile e protetta:

  • indicazione “macchina alimentata”
  • segnalazione anomalie (temperature, sovraccarichi, mancanze materiale)
  • stato manutenzione (lockout/tagout, intervento in corso)

Esempio: su un impianto di movimentazione, una spia ambra può indicare “attenzione” (condizione non critica ma da verificare), supportando la manutenzione predittiva e riducendo tempi di troubleshooting.

Caratteristiche tecniche delle spie luminose

Tensione operativa

La tensione operativa è uno dei primi filtri di selezione: deve essere coerente con l’alimentazione disponibile nel quadro o nella pulsantiera (circuiti di comando o ausiliari). In fase d’acquisto verifica:

  • se la spia è pensata per alimentazione in AC, DC o entrambe (secondo modello)
  • compatibilità con eventuali moduli luminosi specifici del costruttore
  • coerenza con la logica di comando (uscite PLC, relè, contatti ausiliari)

Suggerimento operativo: in retrofit, controlla sempre la tensione effettiva ai morsetti in condizioni reali (non solo lo schema), soprattutto su impianti con modifiche stratificate nel tempo.

Grado di protezione ip

Il grado di protezione IP va scelto in base all’ambiente e al punto di installazione:

  • su porte quadro in reparto “pulito” può bastare un livello di protezione standard
  • su macchine con lavaggi, polveri o oli è consigliabile un IP più elevato
  • in esterno o vicino a zone di spruzzo/condensa, la tenuta contro acqua e particolato diventa determinante

Valuta anche la qualità della guarnizione, la corretta foratura del pannello e la coppia di serraggio: un IP nominale non compensa un’installazione non corretta.

Colori disponibili e significato

La codifica colori aiuta ad allineare segnalazioni e procedure interne (HSE, manutenzione, conduzione impianto). In ambito industriale si adottano spesso convenzioni:

  • verde: stato normale / pronto
  • rosso: allarme / stop / emergenza (in base alle policy aziendali)
  • ambra/giallo: attenzione / anomalia non critica / condizione da verificare
  • blu/bianco: condizioni speciali, richieste operatore o segnalazioni specifiche (da standardizzare internamente)

Per reparti con forte illuminazione o visibilità ridotta (polveri, vapori), valuta l’intensità percepita e la finitura della lente (diffusa vs trasparente) in funzione della distanza di lettura.

Marche principali e loro offerte

Pizzato

Pizzato è spesso scelta in contesti macchina dove servono robustezza, componentistica per automazione e un’offerta coerente con pulsantiere, selettori e dispositivi di comando. In chiave B2B è un vantaggio poter standardizzare famiglia e ricambi, mantenendo uniformità estetica e funzionale su più linee.

ABB

ABB propone soluzioni orientate all’integrazione nel quadro e alla standardizzazione di componenti di comando e segnalazione in ambienti industriali. È un’opzione tipica per chi cerca continuità di gamma, disponibilità di accessori e compatibilità con architetture già presenti in impianto.

Eaton

Eaton è spesso adottata in progetti dove si richiedono componenti affidabili e modulari per controllo e segnalazione, utili sia su quadri di automazione sia su pannelli operatore. In ottica manutenzione, la modularità e la gestione ricambi possono facilitare interventi rapidi.

Criteri di scelta delle spie luminose

Compatibilità con l'impianto esistente

Per scegliere spie luminose compatibili, verifica:

  • diametro di montaggio pannello e serie (modulo luminoso, lente, ghiera)
  • profondità disponibile dietro pannello e ingombri con canaline/cablaggi
  • tipo di connessione (morsetti, faston, connettori) e standard aziendali
  • eventuale integrazione con pulsantiere della stessa serie (comando + segnalazione)

In contesti multi-sito, conviene definire una distinta “standard” per ridurre varianti e semplificare magazzino MRO.

Efficienza energetica

In quadri con molte segnalazioni attive, il passaggio a spie luminose a led riduce consumi e calore sul pannello, aiutando l’affidabilità complessiva e la vita dei componenti adiacenti. È un criterio concreto quando:

  • le spie restano accese per lunghi turni
  • ci sono vincoli termici in armadi compatti
  • si vuole ridurre manutenzione programmata

Durata e affidabilità

Per massimizzare l’affidabilità, considera:

  • resistenza a vibrazioni (bordo macchina, trasportatori, presse)
  • qualità di lente e guarnizioni (polveri, oli, detergenti)
  • disponibilità di ricambi e tempi di approvvigionamento
  • uniformità di luminosità nel tempo (importante per lettura immediata)

In manutenzione, una spia che degrada lentamente può creare ambiguità: meglio standardizzare su prodotti con visibilità stabile e ricambi tracciabili.

Errori comuni nella selezione delle spie luminose

Scelta della tensione errata

Errore tipico: ordinare la spia luminosa “giusta” per forma/serie ma con tensione non coerente con il circuito di comando. Come evitarlo:

  • confermare alimentazione reale (AC/DC) e presenza di eventuali alimentatori
  • controllare la codifica del modulo luminoso separatamente dalla lente/ghiera
  • etichettare chiaramente a schema le tensioni dei circuiti ausiliari

Ignorare il grado di protezione

Sottovalutare l’IP porta a infiltrazioni, appannamento o guasti prematuri. Per evitarlo:

  • scegliere IP in base ad ambiente e procedure di pulizia
  • verificare guarnizioni e corretto serraggio
  • evitare forature imprecise o pannelli deformati che compromettono la tenuta

Trascurare la visibilità in ambienti specifici

Una spia visibile in laboratorio può risultare inutile in reparto. Attenzioni pratiche:

  • valutare distanza e angolo di lettura (pannello alto, macchina schermata)
  • considerare luce ambiente, riflessi e presenza di polveri/vapori
  • standardizzare significato colori e ridurre ambiguità (soprattutto su impianti complessi)

Domande frequenti su spie luminose

Quali sono le differenze principali tra le spie luminose a LED e quelle a incandescenza?

Le spie a led in genere consumano meno, scaldano meno e richiedono meno sostituzioni; quelle a incandescenza sono più frequenti come ricambio su impianti esistenti ma tendono ad avere maggiore manutenzione e sensibilità a vibrazioni.